Istituto Comprensivo Statale Martin Luther King - Castelcovati
Istituto Comprensivo di Castelcovati (BS)

CONOSCERE, ACCOMPAGNARE, DOCUMENTARE

DSA-BES, dalla teoria alla classe

Una guida pratica e aggiornata per riconoscere, accompagnare e documentare il percorso degli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento e Bisogni Educativi Speciali.

A cura diTesta Stefano — Funzione Strumentale Inclusione
AggiornamentoAnno scolastico 2026/2027
RiferimentiL. 170/2010 · D.M. 5669/2011 · D.I. 153/2023 · O.M. 55/2024 · L. 150/2024
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COSA SONO I DSA

I Disturbi Specifici di Apprendimento non sono una malattia, ma una condizione clinica evolutiva che riguarda l'acquisizione delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Si manifestano fin dai primi anni di scolarizzazione in alunni che presentano capacità cognitive nella norma e nessun deficit sensoriale.

Si parla di DSA quando un bambino o ragazzo manifesta difficoltà specifiche e circoscritte nella lettura, scrittura o calcolo, mentre lo sviluppo intellettivo generale (QI) e il livello scolastico complessivo restano nella norma.

Non tutti gli alunni che mostrano disagio o scarso rendimento hanno un DSA. Lo scarso rendimento può derivare anche da:

  • Fattori interni: stato d'animo, demotivazione personale.
  • Fattori esterni: cambiamenti familiari rilevanti (separazioni, lutti, nuovi fratelli, traslochi) oppure scolastici (nuovo insegnante, cambio di istituto).
  • Deficit sensoriali o neurologici conseguenti a traumi o danni cerebrali: in questo caso non si parla di DSA ma di difficoltà o ritardo di apprendimento.

I DSA possono presentarsi isolati (raramente) o in associazione tra loro e in comorbilità con altre condizioni: disprassie, disturbi/ritardi di linguaggio, disturbi del comportamento e dell'umore, deficit di attenzione e iperattività, disturbi d'ansia.

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LE TIPOLOGIE DI DSA

Dislessia

Disturbo specifico della lettura: riguarda la difficoltà a leggere in modo corretto, fluente e veloce, impedendo l'automatizzazione della lettura. Si possono incontrare tre profili:

  • alunni che, leggendo velocemente, commettono molti errori (confondono lettere visivamente simili come d-b, p-q, u-n, m-n; lettere con suoni simili come b-p, d-t, g-c, r-l, v-f; invertono lettere o inventano parole);
  • alunni che leggono correttamente ma impiegano molto tempo, eventualmente ripetendo sottovoce o sillabando;
  • alunni che hanno difficoltà a comprendere il significato di ciò che leggono.

Disortografia

Disturbo specifico della scrittura legato all'aspetto linguistico e al controllo ortografico, che non permette l'automatizzazione delle regole. Si manifesta con:

  • confusione tra fonemi simili (f-v, p-b, s-z, d-t, c-g, r-l) o tra grafemi simili (a-e, m-n, b-d, g-q-p);
  • omissioni di parti di parola (gruppi consonantici, vocali interne, sillabe finali);
  • inversioni nell'ordine dei grafemi;
  • errori ortografici come omissione di accenti, apostrofi e doppie.

Disgrafia

Disturbo specifico della grafia, riguarda l'aspetto motorio della scrittura e non permette una scrittura veloce, fluida e comprensibile. Si possono osservare:

  • impugnatura scorretta della matita/penna;
  • scrittura a scatti, senza fluidità, eccessivamente lenta o troppo veloce;
  • pressione esagerata sul foglio;
  • lettere troppo grandi, piccole o irregolari, spaziature non rispettate tra lettere, parole e righe.

Conseguentemente la scrittura risulta disordinata e illeggibile; anche numeri e piccole figure geometriche possono risultare irregolari.

Discalculia

Disturbo specifico delle abilità di numero e calcolo. Le difficoltà più comuni riguardano:

  • riconoscere e denominare i simboli numerici;
  • associare simbolo numerico e quantità corrispondente;
  • eseguire calcoli a mente in modo rapido;
  • recuperare i risultati delle tabelline;
  • numerare in ordine crescente e decrescente;
  • automatizzare le operazioni aritmetiche.
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COME RICONOSCERLI IN CLASSE

Alcuni segnali che possono insospettire il team docenti, da osservare nel tempo e non isolatamente:

  • risultati scolastici incostanti, in forte discrepanza con un'intelligenza generale apparentemente nella norma;
  • rifiuto o forte difficoltà nella lettura ad alta voce o nella scrittura, con numerosi errori;
  • difficoltà evidente nella copiatura dalla lavagna;
  • frequenti lamentele di stanchezza, mal di pancia o mal di testa durante le attività scritte;
  • bisogno di continui incoraggiamenti, scarsa autostima, ansia di fronte ai compiti scritti;
  • disorganizzazione (materiale scolastico, scadenze, impegni) e facile distraibilità.
Cosa fare: il team docenti osserva e monitora il processo di apprendimento dell'alunno e, quando necessario, condivide le osservazioni con la famiglia, confrontandosi sulle fatiche individuate. La scuola compila una griglia di osservazione, che viene condivisa con i genitori in un incontro dedicato; è opportuno che anche la famiglia compili una propria tabella osservativa. Dell'incontro scuola-famiglia viene redatto un verbale.
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L'ITER DI CERTIFICAZIONE

Attualmente la famiglia può ottenere una valutazione diagnostica in due modi:

  1. Servizio Sanitario Nazionale del territorio, tramite la scuola: entrambi i genitori firmano l'atto di consenso (modulo allegato).
  2. Studi privati accreditati e riconosciuti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Se la famiglia ha intrapreso un percorso privato e l'ente richiede una relazione da parte della scuola, è necessaria una richiesta scritta degli specialisti presentata in segreteria. La relazione viene firmata dal team docenti e, con l'accordo della famiglia, consegnata e protocollata in segreteria (BSIC86200L@istruzione.it).

Un'équipe di professionisti (Neuropsichiatra Infantile, Psicologo, Logopedista) valuta la situazione tramite colloqui con i genitori e prove standardizzate al bambino. La certificazione può essere effettuata:

  • per dislessia e disortografia, a partire dalla fine della classe 2ª della scuola primaria;
  • per disgrafia, a partire dalla fine della classe 2ª / inizio classe 3ª della scuola primaria;
  • per discalculia, a partire dalla fine della classe 3ª della scuola primaria.

Una volta consegnata la diagnosi, questa viene archiviata nei documenti personali dell'alunno: ciò consente alla scuola di attivare le procedure previste dalla Legge 170/2010 e garantire il diritto allo studio. La segreteria/Dirigente informa il team docenti e il coordinatore di classe del deposito della documentazione; gli insegnanti prendono appuntamento in segreteria per visionare la documentazione riservata, passaggio necessario per la predisposizione del PDP.

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COSA È IL PDP

Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è un documento ufficiale previsto dalla Legge 170/2010, dal Decreto attuativo 5669/2011 e dalle relative Linee Guida. È lo strumento che definisce e spiega gli interventi scolastici ed extrascolastici necessari a raggiungere il successo formativo, cioè gli obiettivi e le competenze previsti per il proprio ordine di scuola.

Un alunno con DSA ha capacità cognitive nella norma, ma necessita di un percorso individualizzato e personalizzato: il PDP certifica e riflette questo percorso e viene aggiornato e rivisto negli anni in base ai progressi e ai cambiamenti dei bisogni dello studente.

Il Decreto Ministeriale 5669/2011 stabilisce che la scuola garantisce gli interventi per gli studenti con DSA anche attraverso la redazione di un PDP, con l'indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate.

Contenuti principali del PDP

  • dati dell'alunno e tipologia del disturbo;
  • caratteristiche del processo di apprendimento;
  • strategie metodologiche e didattiche per ciascuna disciplina;
  • strumenti compensativi e misure dispensative;
  • modalità di verifica e valutazione personalizzata;
  • data e firme di tutte le persone coinvolte nella stesura e condivisione.

Chi lo redige

Il primo responsabile della redazione è il Consiglio di classe dell'alunno certificato: ogni docente compila le sezioni relative alla propria disciplina e se ne assume la responsabilità sottoscrivendo il documento. Famiglia ed eventuali esperti esterni sono coinvolti per fornire informazioni utili. Quando possibile, in base all'età, è importante coinvolgere anche l'alunno stesso, affinché conosca e comprenda ciò che accade intorno a lui, riconoscendo punti di forza e di debolezza.

Il PDP è obbligatorio per gli alunni con certificazione DSA depositata in segreteria. Per gli alunni BES non certificati, il Consiglio di classe può comunque decidere di stenderlo se lo ritiene opportuno: in questo caso non vi sono scadenze da rispettare. Se il Consiglio di classe decide di non redigere il PDP per un alunno BES certificato, tale scelta va motivata per iscritto.
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STESURA, TEMPISTICHE E CONDIVISIONE DEL PDP

Alunno già certificato, con documentazione depositata in segreteria

  1. Il modello da utilizzare è quello reso disponibile dal referente DSA-BES di plesso. La compilazione segue la visione della certificazione, consultabile in segreteria.
  2. Il Consiglio di classe, previa visione della documentazione, compila e sottoscrive il PDP entro il 20 novembre.
  3. Il Coordinatore fissa un colloquio illustrativo con i genitori per la visione del documento, fornendo chiarimenti (soprattutto se è la prima volta che la famiglia incontra il PDP, è utile spiegarne bene la funzione e rassicurare sul fatto che si tratta di un supporto per il figlio).
  4. Non è necessario stampare l'intero PDP, poiché viene archiviato in formato digitale: basta stampare il foglio firme.
  5. Il PDP viene sottoscritto in ordine da tutto il Consiglio di classe, dalla famiglia e infine dal Dirigente Scolastico.
  6. A conclusione del colloquio, i genitori firmano per accettazione.
  7. Il PDP firmato deve essere depositato in segreteria e protocollato entro il 30 novembre.

Sospetto DSA (non ancora certificato)

  1. Il Coordinatore, con il supporto del Consiglio di classe, stila una serie di osservazioni sull'alunno (report disponibile tra i materiali del referente DSA-BES di plesso).
  2. Il Coordinatore convoca i genitori, illustra le osservazioni raccolte, spiega la funzione del PDP e li indirizza alla Neuropsichiatria Infantile.
  3. Il Consiglio di classe prende intanto i primi accorgimenti per tutelare l'alunno, stendendo un PDP per BES, in attesa della documentazione clinica.
  4. Una volta protocollata la certificazione, il Consiglio segue i passaggi previsti per l'alunno già certificato.

Alunno BES non certificato

Il Consiglio di classe, qualora lo ritenga opportuno, può procedere comunque alla stesura di un PDP: in questo caso non ci sono scadenze specifiche da rispettare, a differenza di quanto avviene per gli alunni certificati.

La sezione famiglia e la sezione alunno

La sezione del PDP relativa alla famiglia viene compilata dal Coordinatore di classe durante il colloquio con i genitori. La sezione relativa all'alunno viene completata grazie a un questionario autovalutativo su punti di forza, carenze e metodo di studio, somministrato dal Coordinatore all'intera classe a inizio anno, dal quale si estrapolano le informazioni utili.

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SE LA FAMIGLIA NON FIRMA

La famiglia potrebbe non voler accettare o firmare quanto presentato nel PDP. In questo caso la scuola può solo attenersi al principio del rispetto delle diversità individuali (L. 53/2002) e chiedere alla famiglia di motivare per iscritto la propria scelta, verbalizzandola.

Va ricordato che il PDP è uno strumento flessibile, che può essere modificato, integrato e personalizzato anche in corso d'anno.

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STRATEGIE DIDATTICHE E BUONE PRASSI

Suggerimenti utili a supportare adeguatamente gli alunni con DSA/BES e, più in generale, l'intera classe, per realizzare il successo formativo previsto per ciascun ordine di scuola (imparare ad imparare).

Strategie metodologiche

  • Usa un eloquio e uno scritto chiaro: parole d'uso comune, preferenza per termini concreti rispetto agli astratti, modo indicativo rispetto al congiuntivo, frasi brevi e affermative, ordine cronologico e logico. Poni domande chiare, lasciando il tempo necessario per rispondere.
  • Utilizza procedure esplicite: indicazioni pratiche, feedback correttivi, monitoraggio costante.
  • Anticipa l'argomento con immagini, materiali concreti, suoni e musica; collega le nuove conoscenze a quelle già possedute (brainstorming).
  • Mantieni le routine giornaliere, fondamentali per orientare gli alunni con disturbi dell'apprendimento.
  • Dedica tempo al ripasso giornaliero, per collegare le nuove informazioni a quelle precedenti.
  • Ripeti le consegne, anche facendo riformulare con parole proprie o segmentando la richiesta in sequenze scritte e pronunciate.
  • Varia metodi e strategie: affianca alla lezione frontale il cooperative learning, il peer tutoring, la drammatizzazione, per favorire partecipazione e collaborazione tra pari.
  • Combina canali verbali, visivi e uditivi, integrando parole chiave e immagini stimolo.
  • Cambia la modalità di risposta: oltre alla scrittura, proponi di sottolineare, scegliere tra risposte multiple, ordinare risposte, ecc.
  • Gestisci il tempo in modo flessibile, prevedendo attività aggiuntive o tempi più dilatati quando necessario.
  • Proponi tecniche di memorizzazione (acronimi, filastrocche, rime) per le informazioni chiave o le fasi di un processo.

Predisposizione dei materiali e dell'ambiente

  • Incoraggia l'uso di calendari e agende per segnare scadenze, verifiche e impegni.
  • Fornisci una copia degli appunti della lezione agli alunni che faticano a scriverli durante la spiegazione.
  • Proponi organizzatori grafici (schemi, tabelle, mappe) per focalizzare l'attenzione sulle informazioni chiave.
  • Mostra esempi di lavoro completato, per aiutare a costruire aspettative e pianificare il proprio lavoro.
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STRUMENTI COMPENSATIVI E DISPENSATIVI

Gli strumenti compensativi e dispensativi devono essere calibrati sul singolo alunno e rivisti continuamente in base ai progressi del percorso scolastico. Dispensare o compensare ciò che l'alunno non sa fare significa che non lo esercita più: l'abilità compromessa rischia di regredire ulteriormente. La compensazione non deve quindi prescindere dalla maggiore abilitazione possibile, e non va intesa come "un regalo": non si dispensa da obiettivi, conoscenze e abilità fondamentali.
DisturboAreaStrumenti / esempi
Dislessia Lettura Sintesi vocale (anche gratuita, es. LeggiXMe con Microsoft Speech Platform); audiolibri / libri parlati; programmi di lettura e rielaborazione PDF; mappe e schemi concettuali (es. Cmap, MindMaple).
Disgrafia e disortografia Scrittura Videoscrittura con correttore ortografico; sintesi vocale per la rilettura; programmi di avviamento alla dattilografia.
Discalculia Numero e calcolo Calcolatrice (anche parlante); formulari; tavola pitagorica per le tabelline; supporti specifici per l'area colpita (numero, calcolo a mente/scritto, abilità mnemoniche, attentive e visuo-spaziali).
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INDICAZIONI SULLA VALUTAZIONE

Alcune indicazioni operative emerse dagli incontri di formazione DSA-BES con il CTI, utili a orientare la progettazione delle verifiche e la valutazione:

  • La valutazione deve essere proporzionata alla progettazione del PDP: fare tutto correttamente, anche con strumenti compensativi o misure dispensative, equivale al massimo del voto; il massimo non si abbassa per il solo fatto di aver utilizzato strumenti o misure previste.
  • Mappe e schemi per le prove: può essere utile individuare un docente di riferimento che guidi la classe nella costruzione di mappe, da utilizzare non solo dagli alunni con DSA/BES ma da tutta la classe nelle esercitazioni e nella didattica ordinaria. Non c'è un obbligo normativo di autorizzazione formale: la scelta spetta alla libertà di insegnamento del singolo docente, che deve però specificarne l'uso nel PDP.
  • Costruzione delle verifiche: utilizzare carattere ad alta leggibilità (es. Arial corpo 12) e interlinea ampia. Le domande aperte sono ammesse (a seconda dei casi), ma è preferibile prevedere anche domande a risposta chiusa.
  • Criteri valutativi: la scelta didattica più appropriata va calibrata sul singolo alunno e va indicata nel PDP. Una riduzione delle prove tra il 20% e il 30% è possibile, anche superiore se necessario, sempre se previsto e specificato nel PDP.
  • Gli strumenti utilizzati nelle verifiche devono essere coerenti con quelli indicati nel PDP.
  • La dicitura generica "a discrezione del docente" non è sufficiente: occorre sempre specificare come e quando si applicano strumenti e misure, senza lasciare margini di discrezionalità non normati.

Soglia di sufficienza e quadro normativo

La percentuale di sufficienza pari al 60% deriva dal DPR 122/2009 (art. 4, c. 5) e riguarda l'istruzione del secondo ciclo. Per la scuola del primo ciclo la valutazione è disciplinata dalla Legge 62/2017 (e dal successivo D.Lgs. 62/2024): si tratta quindi di riferimenti diversi, da non confondere.

Verifiche adattate e confronto con i compagni

Una verifica ridotta o l'uso di strumenti specifici non devono ledere il diritto degli altri alunni: è opportuno costruire con consapevolezza eventuali confronti tra compagni e, dove utile, prevedere anche percorsi di tipo psicologico/relazionale. Gli "obiettivi minimi" sono un concetto applicabile solo nell'ambito della Legge 104; per la Legge 170 la programmazione resta la stessa della classe, e anche la valutazione: cambiano le modalità di esecuzione e gli strumenti, in base alle singole necessità individuate nel PDP.

PDP, BES non certificati ed esami

DSA: la redazione del PDP è obbligatoria, con l'indicazione di strumenti e modalità specifiche.
BES non certificati (BES-NAI e simili): il PDP può essere comunque predisposto, su decisione del Consiglio di classe; gli strumenti previsti possono essere utilizzati anche per gli esami conclusivi del primo ciclo e per le prove INVALSI.

Misure dispensative durante l'Esame di Stato

  • La riduzione del 30% delle prove non è prevista in sede di esame.
  • La lingua straniera rimane parte del percorso d'esame.
  • È possibile prevedere fino al 30% di tempo aggiuntivo per lo svolgimento delle prove.
  • La dispensa da una prova, in senso stretto, è prevista normativamente solo per gli alunni con DSA, non per i BES non certificati.

L'O.M. 55/2024, art. 25 conferma che gli studenti con DSA certificato (L. 170/2010) sono ammessi all'esame di Stato sulla base del PDP; la commissione individua le modalità di svolgimento delle prove sulla base del PDP e degli elementi forniti dal Consiglio di classe.

Descrittori e griglie di valutazione

Se un descrittore di valutazione fa riferimento esplicito al disturbo, non viene automaticamente attribuito il punteggio massimo in quella voce: è necessario "spalmare" i punti di quel descrittore sulle altre voci della griglia, che resta comunque modificabile e adattabile al singolo alunno.

Valutazione durante gli esami

La valutazione resta la stessa prevista per tutta la classe, con votazioni scalari e strumenti compensativi ammessi. Le prove devono essere formulate in modo chiaro: gli strumenti preparatori alla prova (es. mappe, schemi costruiti durante l'anno) sono validi per tutti gli alunni, nel rispetto dei principi della progettazione universale per l'apprendimento (UDL).

A cura della Funzione Strumentale Inclusione
Dott. Stefano Testa