COSA SONO I DSA
I Disturbi Specifici di Apprendimento non sono una malattia, ma una condizione clinica evolutiva che riguarda l'acquisizione delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Si manifestano fin dai primi anni di scolarizzazione in alunni che presentano capacità cognitive nella norma e nessun deficit sensoriale.
Non tutti gli alunni che mostrano disagio o scarso rendimento hanno un DSA. Lo scarso rendimento può derivare anche da:
- Fattori interni: stato d'animo, demotivazione personale.
- Fattori esterni: cambiamenti familiari rilevanti (separazioni, lutti, nuovi fratelli, traslochi) oppure scolastici (nuovo insegnante, cambio di istituto).
- Deficit sensoriali o neurologici conseguenti a traumi o danni cerebrali: in questo caso non si parla di DSA ma di difficoltà o ritardo di apprendimento.
I DSA possono presentarsi isolati (raramente) o in associazione tra loro e in comorbilità con altre condizioni: disprassie, disturbi/ritardi di linguaggio, disturbi del comportamento e dell'umore, deficit di attenzione e iperattività, disturbi d'ansia.
LE TIPOLOGIE DI DSA
Dislessia
Disturbo specifico della lettura: riguarda la difficoltà a leggere in modo corretto, fluente e veloce, impedendo l'automatizzazione della lettura. Si possono incontrare tre profili:
- alunni che, leggendo velocemente, commettono molti errori (confondono lettere visivamente simili come d-b, p-q, u-n, m-n; lettere con suoni simili come b-p, d-t, g-c, r-l, v-f; invertono lettere o inventano parole);
- alunni che leggono correttamente ma impiegano molto tempo, eventualmente ripetendo sottovoce o sillabando;
- alunni che hanno difficoltà a comprendere il significato di ciò che leggono.
Disortografia
Disturbo specifico della scrittura legato all'aspetto linguistico e al controllo ortografico, che non permette l'automatizzazione delle regole. Si manifesta con:
- confusione tra fonemi simili (f-v, p-b, s-z, d-t, c-g, r-l) o tra grafemi simili (a-e, m-n, b-d, g-q-p);
- omissioni di parti di parola (gruppi consonantici, vocali interne, sillabe finali);
- inversioni nell'ordine dei grafemi;
- errori ortografici come omissione di accenti, apostrofi e doppie.
Disgrafia
Disturbo specifico della grafia, riguarda l'aspetto motorio della scrittura e non permette una scrittura veloce, fluida e comprensibile. Si possono osservare:
- impugnatura scorretta della matita/penna;
- scrittura a scatti, senza fluidità, eccessivamente lenta o troppo veloce;
- pressione esagerata sul foglio;
- lettere troppo grandi, piccole o irregolari, spaziature non rispettate tra lettere, parole e righe.
Conseguentemente la scrittura risulta disordinata e illeggibile; anche numeri e piccole figure geometriche possono risultare irregolari.
Discalculia
Disturbo specifico delle abilità di numero e calcolo. Le difficoltà più comuni riguardano:
- riconoscere e denominare i simboli numerici;
- associare simbolo numerico e quantità corrispondente;
- eseguire calcoli a mente in modo rapido;
- recuperare i risultati delle tabelline;
- numerare in ordine crescente e decrescente;
- automatizzare le operazioni aritmetiche.
COME RICONOSCERLI IN CLASSE
Alcuni segnali che possono insospettire il team docenti, da osservare nel tempo e non isolatamente:
- risultati scolastici incostanti, in forte discrepanza con un'intelligenza generale apparentemente nella norma;
- rifiuto o forte difficoltà nella lettura ad alta voce o nella scrittura, con numerosi errori;
- difficoltà evidente nella copiatura dalla lavagna;
- frequenti lamentele di stanchezza, mal di pancia o mal di testa durante le attività scritte;
- bisogno di continui incoraggiamenti, scarsa autostima, ansia di fronte ai compiti scritti;
- disorganizzazione (materiale scolastico, scadenze, impegni) e facile distraibilità.
L'ITER DI CERTIFICAZIONE
Attualmente la famiglia può ottenere una valutazione diagnostica in due modi:
- Servizio Sanitario Nazionale del territorio, tramite la scuola: entrambi i genitori firmano l'atto di consenso (modulo allegato).
- Studi privati accreditati e riconosciuti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Se la famiglia ha intrapreso un percorso privato e l'ente richiede una relazione da parte della scuola, è necessaria una richiesta scritta degli specialisti presentata in segreteria. La relazione viene firmata dal team docenti e, con l'accordo della famiglia, consegnata e protocollata in segreteria (BSIC86200L@istruzione.it).
Un'équipe di professionisti (Neuropsichiatra Infantile, Psicologo, Logopedista) valuta la situazione tramite colloqui con i genitori e prove standardizzate al bambino. La certificazione può essere effettuata:
- per dislessia e disortografia, a partire dalla fine della classe 2ª della scuola primaria;
- per disgrafia, a partire dalla fine della classe 2ª / inizio classe 3ª della scuola primaria;
- per discalculia, a partire dalla fine della classe 3ª della scuola primaria.
Una volta consegnata la diagnosi, questa viene archiviata nei documenti personali dell'alunno: ciò consente alla scuola di attivare le procedure previste dalla Legge 170/2010 e garantire il diritto allo studio. La segreteria/Dirigente informa il team docenti e il coordinatore di classe del deposito della documentazione; gli insegnanti prendono appuntamento in segreteria per visionare la documentazione riservata, passaggio necessario per la predisposizione del PDP.
COSA È IL PDP
Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è un documento ufficiale previsto dalla Legge 170/2010, dal Decreto attuativo 5669/2011 e dalle relative Linee Guida. È lo strumento che definisce e spiega gli interventi scolastici ed extrascolastici necessari a raggiungere il successo formativo, cioè gli obiettivi e le competenze previsti per il proprio ordine di scuola.
Un alunno con DSA ha capacità cognitive nella norma, ma necessita di un percorso individualizzato e personalizzato: il PDP certifica e riflette questo percorso e viene aggiornato e rivisto negli anni in base ai progressi e ai cambiamenti dei bisogni dello studente.
Contenuti principali del PDP
- dati dell'alunno e tipologia del disturbo;
- caratteristiche del processo di apprendimento;
- strategie metodologiche e didattiche per ciascuna disciplina;
- strumenti compensativi e misure dispensative;
- modalità di verifica e valutazione personalizzata;
- data e firme di tutte le persone coinvolte nella stesura e condivisione.
Chi lo redige
Il primo responsabile della redazione è il Consiglio di classe dell'alunno certificato: ogni docente compila le sezioni relative alla propria disciplina e se ne assume la responsabilità sottoscrivendo il documento. Famiglia ed eventuali esperti esterni sono coinvolti per fornire informazioni utili. Quando possibile, in base all'età, è importante coinvolgere anche l'alunno stesso, affinché conosca e comprenda ciò che accade intorno a lui, riconoscendo punti di forza e di debolezza.
STESURA, TEMPISTICHE E CONDIVISIONE DEL PDP
Alunno già certificato, con documentazione depositata in segreteria
- Il modello da utilizzare è quello reso disponibile dal referente DSA-BES di plesso. La compilazione segue la visione della certificazione, consultabile in segreteria.
- Il Consiglio di classe, previa visione della documentazione, compila e sottoscrive il PDP entro il 20 novembre.
- Il Coordinatore fissa un colloquio illustrativo con i genitori per la visione del documento, fornendo chiarimenti (soprattutto se è la prima volta che la famiglia incontra il PDP, è utile spiegarne bene la funzione e rassicurare sul fatto che si tratta di un supporto per il figlio).
- Non è necessario stampare l'intero PDP, poiché viene archiviato in formato digitale: basta stampare il foglio firme.
- Il PDP viene sottoscritto in ordine da tutto il Consiglio di classe, dalla famiglia e infine dal Dirigente Scolastico.
- A conclusione del colloquio, i genitori firmano per accettazione.
- Il PDP firmato deve essere depositato in segreteria e protocollato entro il 30 novembre.
Sospetto DSA (non ancora certificato)
- Il Coordinatore, con il supporto del Consiglio di classe, stila una serie di osservazioni sull'alunno (report disponibile tra i materiali del referente DSA-BES di plesso).
- Il Coordinatore convoca i genitori, illustra le osservazioni raccolte, spiega la funzione del PDP e li indirizza alla Neuropsichiatria Infantile.
- Il Consiglio di classe prende intanto i primi accorgimenti per tutelare l'alunno, stendendo un PDP per BES, in attesa della documentazione clinica.
- Una volta protocollata la certificazione, il Consiglio segue i passaggi previsti per l'alunno già certificato.
Alunno BES non certificato
Il Consiglio di classe, qualora lo ritenga opportuno, può procedere comunque alla stesura di un PDP: in questo caso non ci sono scadenze specifiche da rispettare, a differenza di quanto avviene per gli alunni certificati.
La sezione famiglia e la sezione alunno
La sezione del PDP relativa alla famiglia viene compilata dal Coordinatore di classe durante il colloquio con i genitori. La sezione relativa all'alunno viene completata grazie a un questionario autovalutativo su punti di forza, carenze e metodo di studio, somministrato dal Coordinatore all'intera classe a inizio anno, dal quale si estrapolano le informazioni utili.
SE LA FAMIGLIA NON FIRMA
La famiglia potrebbe non voler accettare o firmare quanto presentato nel PDP. In questo caso la scuola può solo attenersi al principio del rispetto delle diversità individuali (L. 53/2002) e chiedere alla famiglia di motivare per iscritto la propria scelta, verbalizzandola.
Va ricordato che il PDP è uno strumento flessibile, che può essere modificato, integrato e personalizzato anche in corso d'anno.
STRATEGIE DIDATTICHE E BUONE PRASSI
Suggerimenti utili a supportare adeguatamente gli alunni con DSA/BES e, più in generale, l'intera classe, per realizzare il successo formativo previsto per ciascun ordine di scuola (imparare ad imparare).
Strategie metodologiche
- Usa un eloquio e uno scritto chiaro: parole d'uso comune, preferenza per termini concreti rispetto agli astratti, modo indicativo rispetto al congiuntivo, frasi brevi e affermative, ordine cronologico e logico. Poni domande chiare, lasciando il tempo necessario per rispondere.
- Utilizza procedure esplicite: indicazioni pratiche, feedback correttivi, monitoraggio costante.
- Anticipa l'argomento con immagini, materiali concreti, suoni e musica; collega le nuove conoscenze a quelle già possedute (brainstorming).
- Mantieni le routine giornaliere, fondamentali per orientare gli alunni con disturbi dell'apprendimento.
- Dedica tempo al ripasso giornaliero, per collegare le nuove informazioni a quelle precedenti.
- Ripeti le consegne, anche facendo riformulare con parole proprie o segmentando la richiesta in sequenze scritte e pronunciate.
- Varia metodi e strategie: affianca alla lezione frontale il cooperative learning, il peer tutoring, la drammatizzazione, per favorire partecipazione e collaborazione tra pari.
- Combina canali verbali, visivi e uditivi, integrando parole chiave e immagini stimolo.
- Cambia la modalità di risposta: oltre alla scrittura, proponi di sottolineare, scegliere tra risposte multiple, ordinare risposte, ecc.
- Gestisci il tempo in modo flessibile, prevedendo attività aggiuntive o tempi più dilatati quando necessario.
- Proponi tecniche di memorizzazione (acronimi, filastrocche, rime) per le informazioni chiave o le fasi di un processo.
Predisposizione dei materiali e dell'ambiente
- Incoraggia l'uso di calendari e agende per segnare scadenze, verifiche e impegni.
- Fornisci una copia degli appunti della lezione agli alunni che faticano a scriverli durante la spiegazione.
- Proponi organizzatori grafici (schemi, tabelle, mappe) per focalizzare l'attenzione sulle informazioni chiave.
- Mostra esempi di lavoro completato, per aiutare a costruire aspettative e pianificare il proprio lavoro.
STRUMENTI COMPENSATIVI E DISPENSATIVI
| Disturbo | Area | Strumenti / esempi |
|---|---|---|
| Dislessia | Lettura | Sintesi vocale (anche gratuita, es. LeggiXMe con Microsoft Speech Platform); audiolibri / libri parlati; programmi di lettura e rielaborazione PDF; mappe e schemi concettuali (es. Cmap, MindMaple). |
| Disgrafia e disortografia | Scrittura | Videoscrittura con correttore ortografico; sintesi vocale per la rilettura; programmi di avviamento alla dattilografia. |
| Discalculia | Numero e calcolo | Calcolatrice (anche parlante); formulari; tavola pitagorica per le tabelline; supporti specifici per l'area colpita (numero, calcolo a mente/scritto, abilità mnemoniche, attentive e visuo-spaziali). |
INDICAZIONI SULLA VALUTAZIONE
Alcune indicazioni operative emerse dagli incontri di formazione DSA-BES con il CTI, utili a orientare la progettazione delle verifiche e la valutazione:
- La valutazione deve essere proporzionata alla progettazione del PDP: fare tutto correttamente, anche con strumenti compensativi o misure dispensative, equivale al massimo del voto; il massimo non si abbassa per il solo fatto di aver utilizzato strumenti o misure previste.
- Mappe e schemi per le prove: può essere utile individuare un docente di riferimento che guidi la classe nella costruzione di mappe, da utilizzare non solo dagli alunni con DSA/BES ma da tutta la classe nelle esercitazioni e nella didattica ordinaria. Non c'è un obbligo normativo di autorizzazione formale: la scelta spetta alla libertà di insegnamento del singolo docente, che deve però specificarne l'uso nel PDP.
- Costruzione delle verifiche: utilizzare carattere ad alta leggibilità (es. Arial corpo 12) e interlinea ampia. Le domande aperte sono ammesse (a seconda dei casi), ma è preferibile prevedere anche domande a risposta chiusa.
- Criteri valutativi: la scelta didattica più appropriata va calibrata sul singolo alunno e va indicata nel PDP. Una riduzione delle prove tra il 20% e il 30% è possibile, anche superiore se necessario, sempre se previsto e specificato nel PDP.
- Gli strumenti utilizzati nelle verifiche devono essere coerenti con quelli indicati nel PDP.
- La dicitura generica "a discrezione del docente" non è sufficiente: occorre sempre specificare come e quando si applicano strumenti e misure, senza lasciare margini di discrezionalità non normati.
Soglia di sufficienza e quadro normativo
La percentuale di sufficienza pari al 60% deriva dal DPR 122/2009 (art. 4, c. 5) e riguarda l'istruzione del secondo ciclo. Per la scuola del primo ciclo la valutazione è disciplinata dalla Legge 62/2017 (e dal successivo D.Lgs. 62/2024): si tratta quindi di riferimenti diversi, da non confondere.
Verifiche adattate e confronto con i compagni
Una verifica ridotta o l'uso di strumenti specifici non devono ledere il diritto degli altri alunni: è opportuno costruire con consapevolezza eventuali confronti tra compagni e, dove utile, prevedere anche percorsi di tipo psicologico/relazionale. Gli "obiettivi minimi" sono un concetto applicabile solo nell'ambito della Legge 104; per la Legge 170 la programmazione resta la stessa della classe, e anche la valutazione: cambiano le modalità di esecuzione e gli strumenti, in base alle singole necessità individuate nel PDP.
PDP, BES non certificati ed esami
BES non certificati (BES-NAI e simili): il PDP può essere comunque predisposto, su decisione del Consiglio di classe; gli strumenti previsti possono essere utilizzati anche per gli esami conclusivi del primo ciclo e per le prove INVALSI.
Misure dispensative durante l'Esame di Stato
- La riduzione del 30% delle prove non è prevista in sede di esame.
- La lingua straniera rimane parte del percorso d'esame.
- È possibile prevedere fino al 30% di tempo aggiuntivo per lo svolgimento delle prove.
- La dispensa da una prova, in senso stretto, è prevista normativamente solo per gli alunni con DSA, non per i BES non certificati.
L'O.M. 55/2024, art. 25 conferma che gli studenti con DSA certificato (L. 170/2010) sono ammessi all'esame di Stato sulla base del PDP; la commissione individua le modalità di svolgimento delle prove sulla base del PDP e degli elementi forniti dal Consiglio di classe.
Descrittori e griglie di valutazione
Se un descrittore di valutazione fa riferimento esplicito al disturbo, non viene automaticamente attribuito il punteggio massimo in quella voce: è necessario "spalmare" i punti di quel descrittore sulle altre voci della griglia, che resta comunque modificabile e adattabile al singolo alunno.
Valutazione durante gli esami
La valutazione resta la stessa prevista per tutta la classe, con votazioni scalari e strumenti compensativi ammessi. Le prove devono essere formulate in modo chiaro: gli strumenti preparatori alla prova (es. mappe, schemi costruiti durante l'anno) sono validi per tutti gli alunni, nel rispetto dei principi della progettazione universale per l'apprendimento (UDL).