Modulo 3, organizzare

Spazi e tempi chiari

Molti comportamenti difficili nascono da un ambiente confuso o da richieste che non si capiscono. Un'aula leggibile e una giornata prevedibile sono il primo intervento, e il più efficace.

  1. 1La cornice educativa
  2. 2Lo spazio che parla
  3. 3Le agende visive
  4. 4Come si usa un'agenda
  5. 5Vedere il tempo che passa
  6. 6Scomporre il compito
  7. 7Prova in classe

prima la
cornice,
poi il quadro

La cornice educativa

Per un alunno nello spettro, un ambiente imprevedibile è faticoso come per noi una stanza in cui tutti parlano una lingua sconosciuta. Quando l'ambiente è organizzato in modo chiaro e comprensibile, con l'aiuto di supporti visivi, una parte dei problemi di comportamento si riduce da sola. È il principio dell'insegnamento strutturato.

La cornice ha due lati: lo spazio (dove si fa che cosa) e il tempo (che cosa succede, quando, per quanto). Per tutti e due valgono quattro parole chiave:

Chiarezza
Coerenza
Costanza
Generalizzazione

Lo spazio che parla

Soprattutto nei primi anni, un bambino ricava più informazioni dalle cose che dalle persone: è il modo in cui è organizzato un angolo a dirgli che cosa fare lì, quando si comincia, quando si finisce.

Etichetta che dà il nome

Sta sull'oggetto stesso e lo nomina con un simbolo: la sedia, la porta, il cestino.

Etichetta che organizza

Sta fuori da scatole e armadi e dice che cosa c'è dentro. Aiuta anche a raggruppare per categorie: colori, forbici, colla.

dal concreto
all'astratto

Le agende visive

Il tempo non si vede, e per questo è difficile da capire. Un'agenda visiva mostra in ogni momento che cosa è successo, che cosa sta succedendo e che cosa succederà. Così aumentano prevedibilità e controllo e cala l'ansia dell'incertezza.

L'agenda si costruisce con il tipo di immagine che l'alunno capisce davvero. Si parte dal livello più concreto e si sale solo quando il precedente è sicuro:

A seconda dell'alunno, l'agenda può coprire una mattinata, una giornata intera o, più avanti, una settimana.

Come si usa un'agenda

  1. Si va all'agendaA ogni cambio di attività. Per i più piccoli si usa un oggetto o una carta di transizione.
  2. Si nomina l'attivitàL'adulto, o l'alunno se può, dice che cosa viene adesso.
  3. Si porta l'immagine dove si svolgeSi stacca e si abbina allo stesso simbolo sul tavolo o sull'angolo.
  4. Alla fine si mette in «finito»Una scatola o una busta: quell'attività è conclusa e il tempo è andato avanti.
Tieni sempre un simbolo per «cambiamento» o «sorpresa»: insegna che anche gli imprevisti si possono mettere in agenda.un'idea in più

Vedere il tempo che passa

«Ancora cinque minuti» non vuol dire niente se non si sa quanto durano cinque minuti. Un timer visivo, con un disco colorato che si riduce, serve a:

Esistono timer fisici, app e timer da proiettare sulla LIM: va bene qualunque strumento, purché sia sempre lo stesso.

un passo
alla volta

Scomporre il compito

Molti alunni nello spettro fanno fatica con le funzioni esecutive: pianificare i passaggi, frenare una risposta impulsiva, tenere a mente tutto quello che serve mentre si lavora, controllare come sta andando.

L'analisi del compito (task analysis) scompone un'attività nei singoli passaggi e li mostra in sequenza visiva. Ecco come potrebbe essere per «lavarsi le mani»:

1Apro l'acqua.
2Bagno le mani.
3Prendo un po' di sapone.
4Strofino le mani, anche il dorso, contando fino a 10.
5Sciacquo le mani.
6Chiudo l'acqua.
7Asciugo le mani con la salvietta.

Ogni passaggio ha la sua immagine. I passaggi si possono togliere uno alla volta, man mano che diventano automatici.

da fare
prima su
di sé

Prova in classe