Modulo 6, capire e intervenire

Le storie sociali

Quando un comportamento nasce da una situazione sociale che l'alunno non capisce, serve uno strumento che la renda chiara. Le storie sociali fanno proprio questo.

  1. 1Che cosa sono
  2. 2Un caso dalla classe
  3. 3La storia
  4. 4I tipi di frase
  5. 5Le regole d'oro
  6. 6Prova in classe

raccontano
l'ovvio, che
ovvio non è

Che cosa sono

Le storie sociali sono brevi racconti, ideati negli anni Novanta da Carol Gray, che descrivono una situazione della vita di tutti i giorni dal punto di vista dell'alunno e con il suo stile di apprendimento.

Se il problema di comportamento nasce dalla comunicazione, se ne cerca la funzione (modulo 5). Se nasce da una relazione o da una situazione poco chiara, serve uno strumento che la chiarisca: la storia sociale.

Un caso dalla classe

Elia, terza primaria, all'intervallo non vuole uscire in cortile. Quando la maestra lo accompagna verso la porta si siede a terra e si copre le orecchie.

  1. Analisi ABCSuccede ogni giorno, solo per l'intervallo in cortile, non per la palestra.
  2. OsservazioneNei minuti prima dell'uscita e all'arrivo in cortile: urla, corse, il pallone che colpisce il muro.
  3. AscoltoCon le immagini, Elia racconta che ha paura del pallone e del rumore «quando tutti gridano insieme».

Non è un rifiuto delle regole: il cortile è imprevedibile e troppo rumoroso. Insieme alla storia, si concorda un posto più tranquillo sotto il portico e l'uso delle cuffie antirumore.

prima persona,
frasi semplici

La storia

L'intervallo in cortile

Quando suona la campanella delle 10.30, è l'ora dell'intervallo.

Se non piove, i bambini della mia classe escono in cortile.

In cortile molti bambini corrono e giocano a pallone. Quando giocano, spesso gridano perché sono contenti.

A volte il pallone va lontano. Le maestre controllano che nessuno si faccia male.

Sotto il portico c'è una panchina dove si sta più tranquilli. Lì posso guardare il cortile o giocare con le carte.

Se il rumore è troppo forte, posso mettere le mie cuffie.

Proverò a uscire in cortile con la mia classe e ad andare alla panchina del portico.

La maestra è contenta quando passo l'intervallo con i miei compagni.

I tipi di frase

TipoA che cosa serveNella storia di Elia
DescrittiveDicono chi, dove, quando, che cosa succede e perché, senza opinioni.«In cortile molti bambini corrono e giocano a pallone.»
Di prospettivaDescrivono pensieri, emozioni o reazioni degli altri.«Quando giocano, spesso gridano perché sono contenti.» «La maestra è contenta quando…»
DirettiveSuggeriscono un comportamento possibile, in modo gentile.«Proverò a uscire in cortile…»
AffermativeRafforzano il messaggio con un'idea condivisa e rassicurano.«Le maestre controllano che nessuno si faccia male.»

Le frasi che descrivono devono essere molte di più di quelle che dicono che cosa fare: la storia spiega, non ordina.

da rileggere
prima di
scrivere

Le regole d'oro

  1. Un obiettivo chiaroChe cosa voglio che capisca? Una situazione per storia.
  2. Informazioni raccolte beneOsservazione, ABC, il punto di vista dell'alunno.
  3. Su misuraLunghezza, parole e immagini adatte alle sue capacità.
  4. Prima o terza persona«Io» o «Elia», mai «tu».
  5. Niente comportamenti sbagliatiNon si descrive quello che non deve fare.
  6. Parole letteraliAttenzione a frasi come «dai una mano» o «facciamo un salto in biblioteca».
  7. Al momento giustoSi legge con calma, prima della situazione, mai durante una crisi o come rimprovero dopo.

Prova in classe

Scegli una situazione e scrivi una storia sociale di 6-10 frasi, con un'immagine per frase: