Modulo 7, in classe
Differenziare la didattica
Differenziare non vuol dire fare una lezione a parte per un alunno. Vuol dire progettare in modo che ognuno trovi un accesso, ogni giorno, dentro la classe.
la normalità,
non
l'eccezione
Che cosa vuol dire
diverso
tutti
imparareLuigi D'Alonzo, che in Italia ha lavorato molto su questo tema, descrive la differenziazione come una prospettiva di metodo: si propongono attività pensate per i bisogni di ciascuno, in una classe in cui lavorare in modi diversi è la regola.
Si può differenziare su tre piani:
È la stessa idea dell'Universal Design for Learning, che trovi nel laboratorio TIC: rendere la didattica accessibile a tutti, non adattarla dopo.
Da dove partire
osservare
pensare
scegliere- Conoscere la personaInteressi, paure, storia scolastica, cosa dicono famiglia e specialisti.
- Partire dal funzionamentoCome comunica con le parole e senza, come sta con gli altri, come percepisce suoni, luci e contatto, quali stereotipie ha e a che cosa gli servono.
- Preparare la corniceSpazi, tempi e materiali organizzati (modulo 3).
- Scegliere le strategieTecnologie inclusive, educazione socio-emotiva, strategie comportamentali, apprendimento cooperativo e tutoraggio tra pari.
un luogo
privilegiato
Perché la scuola conta
scuola
amico
classe- Permette di osservare l'alunno a lungo, in tante situazioni diverse e in un ambiente familiare.
- Sostiene gli apprendimenti, non solo le autonomie.
- Offre ogni giorno occasioni vere di relazione e di comunicazione con i pari.
- Allarga gli interessi e stimola l'iniziativa personale.
- Allena l'autodeterminazione: scegliere, chiedere, dire di no.
Strategie per la lezione
pittogrammi
tempo
gruppoPrima
- Preparare postazione e materiali prima di iniziare.
- Dire subito l'argomento e che cosa si chiederà di fare.
- Dare in anticipo uno schema con le informazioni principali.
Durante
- Consegne semplici, scritte o con immagini, una fase alla volta.
- Un elenco visivo dei passaggi.
- Colori e segni per evidenziare le parti importanti di un testo.
- Ripetere le istruzioni complesse e controllare che siano state capite.
Per la motivazione
- Usare i suoi interessi speciali come porta d'ingresso agli argomenti.
- Lasciare tutto il tempo necessario.
Per l'autonomia
- Concordare un segnale per chiedere aiuto, per esempio un cartellino sul banco.
- Incoraggiare l'uso da solo degli aiuti preparati: agenda, timer, schemi.
da appendere
dietro la
cattedra
Sette domande a me stesso
domanda
pensare
insegnante- Ho la sua attenzione?Prima di dare la consegna o introdurre l'argomento.
- Uso un codice che capisce?Parole, immagini o simboli adatti a lui.
- Gli ho dato tutto quello che serve?Per lavorare il più possibile da solo.
- I materiali sono in ordine?Pronti, organizzati, senza elementi che distraggono.
- Lo aiuto quanto serve?Né troppo né troppo poco, perché arrivi alla fine con successo.
- Il riscontro è chiaro?Capisce quando una risposta o un comportamento non vanno bene?
- Gratifico nel modo giusto?Con qualcosa che per lui ha valore, abbastanza spesso.
E per ogni obiettivo: è utile? è possibile? è funzionale alla sua vita?
in gruppo
da 2 o 3
Prova in classe
classe
compiti
cambiareScegliete un obiettivo per un alunno di infanzia o primo ciclo: riconoscere cinque colori, contare fino a 5 abbinando la quantità, mettere in ordine di grandezza quattro oggetti, riordinare una storia in tre sequenze, raggruppare oggetti per funzione.
- Progettate una breve unitàPer tutta la classe, con l'obiettivo dell'alunno al suo interno.
- Preparate tre materialiUn gioco, un oggetto da manipolare e una scheda.
- Scomponete il compitoUn'analisi del compito per il gioco e per l'oggetto. La scheda deve essere chiara da sola, senza spiegazioni a voce.