Dire "alunno diversamente abile" invece di "alunno con disabilità" non è solo una questione di stile. Riflette una visione diversa della persona: chi pone l'accento sulla diversità tende a separare, chi usa un linguaggio orientato alla persona tende a includere. In un GLO, in un PEI, in una comunicazione con la famiglia, le parole sbagliate creano distanza, stigma e incomprensioni — spesso senza che ce ne rendiamo conto.

Dal 30 giugno 2024 non è più solo una questione di sensibilità: l'uso corretto della terminologia sulla disabilità è un obbligo di legge, stabilito dall'art. 4 del D.Lgs. 62/2024 e valido su tutto il territorio nazionale. Diversi Uffici Scolastici Regionali — tra cui quello del Piemonte — hanno tradotto questo principio in strumenti pratici di facile consultazione per le scuole. Conoscerli è utile per tutti: docenti, coordinatori inclusione, dirigenti, ATA. Di seguito i termini chiave, con le definizioni aggiornate e le applicazioni pratiche.

La nuova terminologia per legge: l'art. 4 del D.Lgs. 62/2024

Il glossario USR Piemonte non è solo una buona pratica consigliata: dal 30 giugno 2024 esiste un obbligo normativo preciso. L'art. 4 del D.Lgs. 62/2024 (riforma della disabilità, attuativa della delega PNRR L. 227/2021) ha sostituito per legge la terminologia obsoleta in tutti gli atti, comunicazioni e documenti amministrativi.

📌 Art. 4, comma 1, D.Lgs. 62/2024 — testo della norma:

a) la parola "handicap", ovunque ricorre, è sostituita da "condizione di disabilità"

b) le parole "persona handicappata", "portatore di handicap", "persona affetta da disabilità", "disabile" e "diversamente abile", ovunque ricorrono, sono sostituite da "persona con disabilità"

c) le parole "con connotazione di gravità" e "in situazione di gravità" (riferite alle persone con disabilità) sono sostituite da "con necessità di sostegno elevato o molto elevato"

d) le parole "disabile grave" sono sostituite da "persona con necessità di sostegno intensivo"

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha confermato l'obbligo con la nota prot. 1921 del 24 ottobre 2024, trasmessa dal Ministero dell'Istruzione e del Merito a tutte le strutture scolastiche centrali e periferiche (nota MIM prot. 7431). L'obbligo riguarda sia la comunicazione (comunicati stampa, siti internet, materiali informativi) sia l'attività amministrativa (decreti, provvedimenti, modulistica scolastica, PEI, verbali GLO).

❌ Terminologia superata✅ Terminologia di legge (D.Lgs. 62/2024)
handicapcondizione di disabilità
persona handicappata / portatore di handicappersona con disabilità
persona affetta da disabilitàpersona con disabilità
disabile / diversamente abilepersona con disabilità
DVA / sigla "DVA"persona con disabilità (mai sigle che derivano da eufemismi)
con connotazione di gravità / in situazione di gravitàcon necessità di sostegno elevato o molto elevato
disabile gravepersona con necessità di sostegno intensivo
⚠️ Attenzione ai documenti scolastici: nei nuovi PEI, verbali GLO e comunicazioni ufficiali, la dicitura "L. 104/92 art. 3 comma 3 — situazione di gravità" dovrebbe progressivamente essere sostituita da formulazioni coerenti con la nuova terminologia (es. "necessità di sostegno elevato/molto elevato"), pur mantenendo il riferimento normativo originale dove richiesto dalla modulistica ministeriale ancora in fase di aggiornamento.

Il principio di base: prima la persona

Il concetto centrale del glossario è il linguaggio orientato alla persona (person-first language): la disabilità è una caratteristica della persona, non la sua identità. Si nomina solo quando è rilevante per la narrazione.

❌ Da evitare✅ CorrettoPerché
diversamente abilepersona con disabilitàEufemismo che nega la realtà
DVA (diversamente abile)persona con disabilitàSigla derivata da un eufemismo scorretto, ancora diffusa nei documenti scolastici
alunno affetto da disabilitàalunno con disabilità"Affetto" implica malattia, sofferenza
handicappato / portatore di handicappersona con disabilitàTermine obsoleto e stigmatizzante
il Down / l'autisticoalunno con sindrome di Down / con autismoLa diagnosi non è l'identità
alunno specialealunno con bisogni educativi specialiRischio di costruire separazione
vittima / eroe della disabilitàpersona che vive la propria normalitàEntrambe le rappresentazioni sono distorcenti
💡 Regola pratica: prima la persona, poi la caratteristica. "Alunno con disabilità" — non "alunno disabile". "Persona con autismo" — non "autistico". La disabilità è una delle tante caratteristiche di una persona, non la sua definizione.
⚠️ Un errore molto diffuso: la sigla "DVA". Nei registri elettronici, nelle circolari interne e persino in alcuni verbali di GLO continua a comparire la sigla DVA (da "diversamente abile"). È doppiamente scorretta: deriva da un eufemismo già sconsigliato dal glossario USR Piemonte, ed essendo una sigla rende ancora più impersonale e burocratico un riferimento che dovrebbe restare centrato sulla persona. Vale la pena correggerla anche nei moduli interni della propria scuola, non solo nei documenti ufficiali.

I documenti: cosa sono e come si chiamano correttamente

📄 PEI — Piano Educativo Individualizzato Documento fondamentale

Documento strategico e operativo che garantisce un percorso educativo personalizzato per ogni alunno con disabilità certificata. Individua obiettivi educativi e didattici, strumenti, strategie e modalità nelle dimensioni della relazione, socializzazione, comunicazione, interazione, orientamento e autonomie. Si elabora in GLO con la partecipazione della famiglia e di tutti i soggetti coinvolti. Non è un documento "della scuola": è un documento della comunità educativa intorno all'alunno.

Riferimento: D.Lgs. 66/2017 · D.M. 182/2020 · D.I. 153/2023
Il PEI non è sinonimo di "programmazione differenziata": può prevedere obiettivi curricolari, ridotti o differenziati — questa è una scelta educativa che va motivata ogni anno nel documento.

📋 PDP — Piano Didattico Personalizzato DSA e BES

Documento redatto dal Consiglio di Classe per gli alunni con DSA certificati (obbligatorio) e per gli alunni con altri BES (su valutazione pedagogica del consiglio di classe). Definisce strumenti compensativi, misure dispensative e strategie didattiche personalizzate. Non sostituisce il PEI: sono documenti distinti per categorie diverse di alunni.

Riferimento: L. 170/2010 · D.M. 5669/2011 · C.M. 8/2013
✗ Errore frequente: usare PDP e PEI come sinonimi. Il PEI è per alunni con disabilità certificata ai sensi della L. 104/92. Il PDP è per alunni con DSA o altri BES non certificati come disabilità.

🔬 PdF — Profilo di Funzionamento

Documento redatto dall'Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) — di competenza della Sanità, non della scuola — che descrive il funzionamento dell'alunno secondo il framework ICF. Valuta quattro domini: Apprendimento, Comunicazione, Relazioni e Socializzazione, Autonomia personale e sociale. Indica facilitatori e barriere nel contesto di vita. È il documento di riferimento per la redazione del PEI nel nuovo sistema introdotto dal D.Lgs. 66/2017 e dal D.Lgs. 62/2024. Sostituisce progressivamente la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale.

A Brescia, la NPI predispone il PdF in bozza e lo consegna alla famiglia, che lo porta a scuola per la redazione condivisa in GLO.

Le figure: chi fa cosa

👩‍🏫 Docente di sostegno — insegnante specializzato

Insegnante con specializzazione in pedagogia speciale, assegnato alla classe (non all'alunno) per garantire il processo di inclusione. È contitolare della classe insieme ai docenti curricolari: ha piena responsabilità educativa verso tutti gli alunni, non solo verso quello con disabilità. Partecipa al GLO come membro del team docenti.

✗ Da evitare: "il professore dell'alunno con disabilità", "l'insegnante di supporto", "il sostegno" (inteso come persona). Il termine corretto è "insegnante di sostegno" o "docente specializzato".

🤝 Educatore Scolastico (AdP — Assistente all'Autonomia e Comunicazione)

Figura professionale socio-educativa che affianca l'alunno con disabilità negli aspetti di autonomia personale, comunicazione e inclusione nel contesto scolastico. Nel territorio bresciano e nell'Ambito Oglio Ovest la figura viene preferibilmente denominata Educatore Scolastico, per sottolinearne la dimensione educativa rispetto a quella meramente assistenziale — in linea con il cambio di paradigma della DGR XII/2446/2024. La sigla AdP (Assistente alla Persona o Assistente all'Autonomia e Comunicazione) rimane in uso nella normativa nazionale e in molti documenti istituzionali.

È complementare al docente di sostegno, non alternativo. Il numero di ore viene definito nel PEI sulla base del Profilo di Funzionamento e richiesto dal Dirigente Scolastico al Comune di residenza (infanzia, primaria, secondaria I grado) o alla Regione (secondaria II grado).

✗ L'Educatore Scolastico (AdP) NON può: svolgere assistenza igienica, sostituire il docente di sostegno, somministrare farmaci, modificare il proprio orario senza autorizzazione.

👥 GLO — Gruppo di Lavoro Operativo

Organo collegiale istituzionale che elabora, coordina e monitora le strategie per l'inclusione dell'alunno con disabilità certificata. Il suo compito principale è la stesura e la verifica del PEI. È composto da: team docenti contitolari (o consiglio di classe), presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato. Partecipano: genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, figure professionali interne ed esterne, l'educatore scolastico (su invito del dirigente), l'unità di valutazione multidisciplinare. Deve assicurare la partecipazione attiva dell'alunno stesso nel rispetto del principio di autodeterminazione.

Riferimento: D.Lgs. 66/2017 · D.M. 182/2020 · D.I. 153/2023
Il GLO non è una riunione qualsiasi: è un atto amministrativo. Le decisioni prese (incluse le ore di sostegno) devono essere verbalizzate.

Le categorie: BES, DSA, disabilità

📊 BES — Bisogni Educativi Speciali

Categoria ombrello che comprende tutti gli alunni che, per ragioni fisiche, biologiche, fisiologiche, psicologiche o sociali, richiedono una risposta educativa adeguata e personalizzata. Si articola in tre sottogruppi:

1. Disabilità (certificate L. 104/92) — hanno diritto al PEI e alle ore di sostegno
2. Disturbi evolutivi specifici (DSA, ADHD, borderline cognitivo, disturbi del linguaggio…) — hanno diritto al PDP con strumenti compensativi
3. Svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale — il PDP è attivabile su valutazione pedagogica del Consiglio di Classe

✗ Errore frequente: usare "BES" come sinonimo di "disabilità" o di "DSA". BES è la categoria più ampia: contiene disabilità e DSA, ma non si riduce ad esse.

📖 DSA — Disturbi Specifici dell'Apprendimento

Disturbi neurobiologici che riguardano specifiche abilità: lettura (dislessia), scrittura (disgrafia, disortografia) e calcolo (discalculia). Non derivano da deficit intellettivi, sensoriali o da mancanza di opportunità educative. La certificazione viene rilasciata da strutture sanitarie accreditate e deve pervenire alla scuola per attivare il PDP. Gli strumenti compensativi e le misure dispensative non sono un "regalo": sono un diritto garantito dalla legge per compensare il disturbo.

Riferimento: L. 170/2010 · D.M. 5669/2011
✗ "Ha la dislessia ma non si vede": la dislessia non si "vede", è un disturbo neurobiologico. Richiedere prove normali senza strumenti compensativi a un alunno con DSA certificato viola la L. 170/2010.

📐 ICF — Classificazione Internazionale del Funzionamento

Framework dell'OMS che descrive la salute e gli stati correlati in termini di funzionamento e non di deficit. Non si chiede "cosa non funziona?" ma "come funziona la persona in interazione con il suo contesto?". Valuta: funzioni e strutture corporee, attività e partecipazione, fattori contestuali (facilitatori e barriere). È la base concettuale del Profilo di Funzionamento e, quindi, del PEI.

Pratico: quando si redige il PEI, ragionare in chiave ICF significa chiedersi non solo "cosa sa fare l'alunno?" ma "cosa impedisce o facilita la sua partecipazione in questo contesto?". Le barriere sono spesso nell'ambiente, non nell'alunno.

Perché il glossario conta nel lavoro quotidiano

Non è un esercizio di politically correct. Le parole costruiscono rappresentazioni, e le rappresentazioni guidano le aspettative. Un docente che pensa a un "bambino affetto da disabilità" tende inconsciamente a costruire aspettative più basse, a delegare al docente di sostegno, a non sentirsi corresponsabile del percorso. Un docente che pensa a un "alunno con disabilità nella nostra classe" parte da una postura diversa.

Concretamente, usare il glossario corretto serve a:

📌 Strumento pratico: il glossario "Di' la cosa giusta" dell'USR Piemonte è uno dei riferimenti più completi e utilizzabile in tutte le scuole italiane, indipendentemente dalla regione di appartenenza — il principio normativo che lo sostiene (D.Lgs. 62/2024) è infatti nazionale. Può essere allegato al PTOF, al Piano per l'Inclusione o condiviso in Collegio Docenti come riferimento comune per la comunicazione istituzionale.
Fonti:
D.Lgs. 62/2024, art. 4 — Nuova terminologia in materia di disabilità (in vigore dal 30/6/2024)
Nota Presidenza del Consiglio dei Ministri prot. 1921 del 24/10/2024
Nota MIM prot. 7431 — Recepimento nuova terminologia
USR Piemonte — Glossario "Di' la cosa giusta! Le parole per l'inclusione" (2025)
D.Lgs. 66/2017 (mod. D.Lgs. 96/2019) · L. 170/2010 · C.M. 8/2013
D.M. 182/2020 · D.I. 153/2023
DGR Lombardia XII/2446 del 3 giugno 2024