Guida operativa per orientarsi in certificazioni, ICD, ICF e batterie di test — non un manuale normativo, ma uno strumento pratico da tenere aperto mentre si legge un fascicolo.
Quando arriva un fascicolo — diagnosi, certificazione, verbale ICF, relazione di un centro — la prima difficoltà non è normativa, è di lettura: sigle, codici, punteggi che non dicono nulla se non si sa dove guardare. Questa guida non sostituisce lo specialista e non insegna a fare diagnosi: insegna a orientarsi nel documento che avete in mano, per capire cosa significa in termini di potenzialità e difficoltà reali dell'alunno, e collegarlo a PDP e PEI.
Il pulsante in alto aggiunge, dove utile, un riquadro con un livello di lettura più tecnico, utile a chi vuole entrare più nel dettaglio dei codici e dei criteri diagnostici. Chi si affaccia per la prima volta può restare sul livello essenziale: è già sufficiente per capire il senso del documento.
Ogni certificazione, per quanto diversa da centro a centro, ha quasi sempre le stesse parti. Sapere dove sono evita di leggere tutto e capire poco.
Regola pratica: si legge dalla fine verso l'inizio. Le indicazioni per la scuola dicono cosa serve fare; il quadro diagnostico e il profilo di funzionamento dicono perché.
L'ICD è la classificazione internazionale delle malattie, usata dai clinici per etichettare in modo standard una diagnosi. In Italia convivono ancora fascicoli con ICD-9-CM (più vecchio, codici numerici tipo 315.00) e con ICD-10 (più recente, codici alfanumerici tipo F81.0). Non serve saperli a memoria: serve sapere come sono fatti per riconoscerli e cercarli.
| Sistema | Forma del codice | Esempio | Cosa indica l'esempio |
|---|---|---|---|
| ICD-9-CM | numerico, con punto | 315.00 | Disturbo specifico della lettura |
| ICD-10 | lettera + numeri | F81.0 | Disturbo specifico della lettura |
| ICD-10 | lettera + numeri | F84.0 | Autismo infantile |
| ICD-10 | lettera + numeri | F70–F79 | Range disabilità intellettiva (lieve → gravissima) |
La lettera iniziale dell'ICD-10 dice già la macro-area: F = disturbi psichici/comportamentali (qui rientrano DSA, autismo, disabilità intellettiva), G = malattie del sistema nervoso, Q = malformazioni congenite. Non serve altro per orientarsi al primo sguardo.
I codici F80–F89 (Disturbi evolutivi specifici) sono quelli più frequenti nei fascicoli DSA: F80 linguaggio, F81 apprendimento scolastico (F81.0 lettura, F81.1 espressione scritta, F81.2 calcolo, F81.3 forme miste), F82 coordinazione motoria, F84 spettro autistico. Il range F70–F79 per la disabilità intellettiva si legge insieme al livello (lieve, moderato, grave, gravissimo) che determina il comma di riferimento della L.104/92 (comma 1 vs comma 3), decisivo per il numero di ore di sostegno.
L'ICF (e per l'età evolutiva l'ICF-CY) non è una lista di malattie: è una fotografia del funzionamento della persona nel suo contesto di vita. La stessa diagnosi può tradursi in profili di funzionamento molto diversi da un alunno all'altro: è per questo che l'ICF è più utile della sola etichetta diagnostica per costruire il PEI.
I quattro domini ICF
Ogni voce ICF è accompagnata da un qualificatore, un numero da 0 a 4 che dice quanto quella funzione è compromessa:
| Qualificatore | Significato pratico |
|---|---|
| 0 | Nessuna difficoltà |
| 1 | Difficoltà lieve (presente, ma poco significativa) |
| 2 | Difficoltà media |
| 3 | Difficoltà grave |
| 4 | Difficoltà completa |
Esempio di lettura: se in "Attività e partecipazione" la voce sull'attenzione riporta un qualificatore 3, e i fattori ambientali su "supporto della famiglia" hanno un qualificatore basso (0-1, quindi facilitante), il messaggio pratico è: la difficoltà è seria, ma la famiglia è una risorsa da coinvolgere attivamente nel percorso.
Il qualificatore dei fattori ambientali si legge al contrario rispetto agli altri: un numero alto preceduto da segno positivo (es. +3) indica un forte facilitatore, un numero alto senza segno o con segno negativo indica una forte barriera. Nel verbale ICF-CY collegato al PEI, incrociate sempre "Attività e partecipazione" con "Fattori ambientali" della stessa area: è lì che si scrivono gli obiettivi realistici, perché dicono non solo quanto è difficile un compito ma cosa nel contesto scuola può essere modificato per renderlo accessibile.
Nelle relazioni cliniche trovate spesso tabelle di punteggi legate a test standardizzati. Non serve conoscere ogni test: serve sapere leggere tre unità di misura che tornano quasi sempre.
| Unità | Cosa significa in pratica |
|---|---|
| Percentile | Posizione rispetto a 100 coetanei. Percentile 25 = il bambino fa meglio di 25 su 100 bambini della sua età. Sotto il 5° percentile è generalmente soglia di attenzione clinica. |
| Deviazione standard (DS) | Distanza dalla media del gruppo di riferimento. -1 DS è una lieve difficoltà, -2 DS è la soglia tipica per parlare di disturbo specifico, -3 DS indica una difficoltà severa. |
| Quoziente/punteggio standard (es. QI) | Media fissata convenzionalmente a 100. Il range 85-115 è considerato nella norma; sotto 70 si entra nell'area della disabilità intellettiva. |
Immaginate una curva a campana (distribuzione normale): il centro è la media, le code sono le difficoltà o i talenti estremi. Più un punteggio è verso la coda sinistra, più la difficoltà in quell'area è marcata.
Un errore frequente è pensare che percentile e DS siano scale slegate. In realtà si può passare dall'uno all'altro, ed è utile avere in mente qualche corrispondenza per non farsi ingannare da un numero isolato:
| Deviazione standard | Percentile corrispondente (circa) | Lettura pratica |
|---|---|---|
| 0 (in media) | 50° | Nella norma, prestazione tipica per l'età |
| -1 DS | 16° | Lieve fragilità, da monitorare |
| -1,5 DS | 7° | Zona di attenzione, spesso soglia per screening/BES |
| -2 DS | 2-5° | Soglia clinica tipica per un disturbo specifico |
| -3 DS | <1° | Difficoltà severa |
Livello cognitivo generale
Lettura e scrittura
Calcolo
Linguaggio
Attenzione e funzioni esecutive
Spettro autistico
Nella tabella finale di una relazione DSA, cercate sempre tre valori per ogni prova: rapidità (tempo o sillabe/secondo), correttezza (numero di errori) e comprensione (se presente, spesso su un test a parte). La diagnosi di dislessia richiede tipicamente compromissione di rapidità e/o correttezza sotto la soglia di 2 DS o 5° percentile, in almeno una delle due misure, con QI nella norma: è la "discrepanza" tra livello cognitivo e prestazione specifica il cuore del criterio diagnostico DSA, non il fatto che il bambino "faccia fatica".
Attenzione anche alla data di somministrazione: un WISC ha una validità di riferimento di circa 2-3 anni per la scuola, un test di lettura andrebbe idealmente rinnovato ad ogni passaggio di ciclo. Se i punteggi in fascicolo sono più vecchi, trattateli come indicativi ma verificate sempre con l'osservazione in classe più recente.
Digita il codice così come compare nella diagnosi (es. F81.0, 315.00, F84.0): trovi una spiegazione pratica, l'area ICF da controllare per prima e un link per approfondire sulla classificazione ufficiale.
Il database qui sotto copre i codici più frequenti nei fascicoli scolastici, non è esaustivo: per un codice non presente, usa i link diretti alle classificazioni ufficiali.
Hai più elementi insieme (codice, punteggi, ICF)?
Il Profilo di sintesi, in appendice a questa guida, ti permette di inserire quello che hai a disposizione — anche un solo dato — e ottenere una lettura d'insieme, con eventuali discrepanze tra livello cognitivo e prestazioni specifiche.
Vai al Profilo di sintesi ↓Nei verbali di accertamento (INPS, commissioni ASL) e nei GLO, il funzionamento dell'alunno viene spesso descritto per aree/domini, più vicine alla vita quotidiana rispetto ai soli codici diagnostici. Sono la base più diretta per scrivere obiettivi di PEI reali.
| Dominio | Cosa osservare in classe |
|---|---|
| Autonomia personale e sociale | Gestione del materiale, cura di sé, orientamento spazio-temporale, autonomia negli spostamenti. |
| Comunicazione e linguaggio | Comprensione di consegne, espressione verbale/non verbale, uso di strumenti alternativi (CAA). |
| Cognitivo | Attenzione, memoria, ragionamento, velocità di elaborazione. |
| Motorio-prassico | Motricità globale e fine, coordinazione, uso di strumenti (penna, forbici, tastiera). |
| Affettivo-relazionale | Relazione con pari e adulti, regolazione emotiva, motivazione. |
| Apprendimento | Lettura, scrittura, calcolo, metodo di studio. |
Il collegamento pratico: ogni dominio con una difficoltà segnalata dovrebbe trovare un corrispettivo nel PEI — non necessariamente come obiettivo separato, ma come area monitorata. Se un dominio non compare nella diagnosi ma voi lo osservate in classe, è comunque legittimo (anzi doveroso) inserirlo: la diagnosi fotografa un momento, l'osservazione scolastica è continua.
Ogni fase del percorso "Cosa fare quando arriva un fascicolo" è scomposta qui in azioni concrete. Clicca su ciascun passo per aprire i sotto-passi.
| Errore | Perché è un problema | Cosa fare invece |
|---|---|---|
| Confondere codice diagnostico e gravità | Due alunni con lo stesso F81.0 possono avere bisogni molto diversi | Guardate sempre il profilo di funzionamento, non solo il codice |
| Fermarsi al QI totale | Nasconde scarti tra indici che sono spesso l'informazione più utile | Controllate sempre gli indici parziali del test cognitivo |
| Trattare l'ICF come lista di deficit | Ignora i fattori ambientali positivi, che sono risorse reali | Cercate sempre almeno un facilitatore da valorizzare |
| Copiare la diagnosi nel PDP/PEI | Il linguaggio clinico non è operativo per la didattica quotidiana | Traducete ogni indicazione in un'azione scolastica osservabile |
| Aspettarsi che la diagnosi "spieghi tutto" | È una fotografia di un momento, non una descrizione esaustiva e definitiva | Integrate sempre con l'osservazione continua in classe |
| Condividere punteggi o codici con chi non ne ha titolo | Sono dati sanitari sensibili, tutelati dalla privacy | Parlatene solo nelle sedi previste (team, GLO, famiglia) |
| Usare punteggi vecchi come se fossero attuali | Un test di 3-4 anni fa può non rappresentare più l'alunno di oggi | Segnate sempre la data del test e verificate con l'osservazione recente |
Inserisci quello che hai a disposizione dal fascicolo — anche un solo campo. Nessun dato è obbligatorio: lo strumento costruisce la lettura con quello che c'è.
Se il fascicolo riporta un codice ICD-9 o ICD-10, inseriscilo qui (es. F81.0, 315.00).
Aggiungi una riga per ogni prova. Puoi indicare il test specifico (WISC, ADOS-2, Prove MT...) e il valore come percentile, DS o cut-off qualitativo.
Indica il qualificatore (0-4) per i domini che conosci, lascia "Non valutato" gli altri.