Modulo 5, capire e intervenire

I comportamenti problema

Urlare, scappare, mordere, battere la testa: sono comportamenti che spaventano e stancano. Ma quasi sempre stanno dicendo qualcosa. Il nostro compito è capire che cosa.

  1. 1Un comportamento è un messaggio
  2. 2Che cosa li influenza
  3. 3Capriccio o sovraccarico?
  4. 4Quattro domande
  5. 5L'analisi ABC
  6. 6A che cosa serve
  7. 7Intervenire e verificare
  8. 8Prova in classe

non «che cosa
ha?», ma «che
cosa mi dice?»

Un comportamento è un messaggio

Chiamiamo problema, o disadattivo, un comportamento che crea difficoltà alla persona stessa o al suo rapporto con l'ambiente. Si presenta in forme diverse:

Aggressività verso gli altri
Aggressività verso di sé
Fuga ed evitamento
Stereotipie

Dietro ci sono spesso difficoltà di comunicazione, di comprensione delle situazioni sociali, di percezione. Per molti alunni quel comportamento è la strategia migliore che hanno trovato per affrontare una situazione. Se il problema è comunicativo, allora dobbiamo scoprire la funzione del messaggio.

Una nota sulle stereotipie: movimenti come dondolarsi o sfarfallare le mani spesso aiutano a regolarsi. Si interviene quando sono pericolose o impediscono di partecipare, non solo perché sono insolite.

Che cosa li influenza

VariabiliPer esempio
DidatticheCompiti troppo difficili o con molti errori, cambi di routine, istruzioni troppo lunghe o troppo lente.
AmbientaliRumore, luci forti, sedie scomode, troppo caldo o troppo freddo, affollamento.
PersonaliFame, sete, sonno, dolore, malessere che l'alunno non riesce a dire.
SocialiUn insegnante nuovo, un supplente, la presenza o l'assenza di un familiare.

Prima di pensare all'alunno, conviene guardare queste quattro colonne: spesso la soluzione è nell'ambiente.

sembrano
uguali, non
lo sono

Capriccio o sovraccarico?

Crisi di rabbia (tantrum)

Serve a ottenere o a evitare qualcosa, anche se non sempre in modo consapevole. L'alunno controlla che qualcuno lo stia guardando, e il comportamento cresce con l'attenzione che riceve. Qui conta non rinforzarlo: niente premio, nessuna concessione, in sicurezza.

Crisi da sovraccarico (meltdown)

È un'esplosione causata da troppi stimoli, emozioni o richieste. Non c'è un obiettivo: l'alunno ha perso il controllo. Si riducono subito gli stimoli e si lavora prima, sugli antecedenti, insegnando strategie per calmarsi.

Esiste anche lo spegnimento (shutdown): stessa origine del meltdown, ma invece di esplodere l'alunno si chiude, smette di rispondere, cerca di isolarsi da tutto. Non va scambiato per tranquillità.

Quattro domande

Prima di intervenire, alcune regole: si parte dai comportamenti più pericolosi o più frequenti; si affronta un comportamento alla volta; si insegna sempre un comportamento alternativo. Poi ci si fa quattro domande, in quest'ordine:

  1. Che funzione ha?A che cosa serve all'alunno.
  2. Quando succede di più?In quali momenti, luoghi, attività.
  3. Che cosa posso fare?Un intervento costruito sulla funzione.
  4. Sta funzionando?Lo verifico con dati, non con impressioni.

descrivere,
non giudicare

L'analisi ABC

Ogni comportamento avviene dopo qualcosa e porta a qualcosa. Annotare con regolarità questi tre momenti è il cuore dell'analisi funzionale.

A · AntecedenteB · ComportamentoC · Conseguenza
Lezione di grammatica alla LIM. La maestra chiede di aprire il quaderno e copiare l'esercizio.D. lancia il quaderno a terra, si alza e corre verso la porta urlando.La maestra lo raggiunge e lo accompagna in corridoio a calmarsi. L'esercizio non viene fatto. I compagni smettono di scrivere e commentano.

A che cosa serve

I comportamenti problema hanno quasi sempre una di queste funzioni:

Evitare qualcosa: un'attività, un luogo, una persona
Ottenere una sensazione
Ottenere attenzione
Ottenere qualcosa di concreto

Nell'esempio di D., la conseguenza è che l'esercizio salta: la funzione più probabile è evitare un compito di copiatura che per lui è troppo faticoso.

Il bisogno che c'è dietro è sempre legittimo. È il modo di esprimerlo che va cambiato.il principio da cui partire

misura prima
e misura dopo

Intervenire e verificare

Per scoprire quando succede di più si usa lo scatterplot: una griglia con le fasce orarie sulle righe e i giorni sulle colonne. Per due o tre settimane, in ogni casella si segna quante volte è comparso il comportamento. Dopo pochi giorni si vedono i momenti critici. La griglia pronta da stampare è nel modulo 9.

L'intervento si costruisce sempre sulla funzione. Per D. potrebbe voler dire: ridurre la copiatura (una fotocopia da completare), insegnargli a chiedere una pausa con un cartellino, rinforzare ogni volta che lo usa.

Per sapere se funziona si torna a misurare frequenza e durata con lo stesso strumento, e si confronta con i dati di partenza.

Prova in classe