Istituto Comprensivo Statale Martin Luther King - Castelcovati
Istituto Comprensivo di Castelcovati (BS)

Fare inclusione

Guida operativa per il docente di sostegno — ruoli, normativa, documenti e strumenti digitali dell'Istituto Comprensivo di Castelcovati.

A cura diTesta Stefano — Funzione Strumentale Inclusione
AggiornamentoAnno scolastico 2026/2027
RiferimentiD.Lgs. 66/2017 · D.I. 153/2023 · D.Lgs. 62/2024
1

TITOLARITÀ, RUOLO E RESPONSABILITÀ

Il fondamento normativo della contitolarità

La contitolarità del docente di sostegno si fonda su una stratificazione normativa consolidata: la L. 517/1977 introduce la figura nella classe; la L. 104/1992, art. 13 c. 6 ne fissa il principio — "Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano"; il DPR 275/1999 lo ribadisce nel quadro dell'autonomia scolastica; il D.Lgs. 66/2017 (mod. D.Lgs. 96/2019) introduce infine la corresponsabilità educativa dell'intero team/consiglio nei confronti di tutti gli alunni, compresi quelli con disabilità.

Cosa significa essere contitolare

Essere contitolare significa essere insegnante di tutti gli alunni della classe, non solo dell'alunno con disabilità — esattamente come ogni collega curricolare è insegnante di tutti, "compreso" quello con disabilità. Non esiste separazione di responsabilità: la classe appartiene a tutti i docenti che vi operano.

In concreto: il docente di sostegno vota in tutti i consigli e scrutini, partecipa ai GLO di tutti gli alunni della classe con PEI attivo, può avere discipline assegnate e concordare scambi didattici con i colleghi, può svolgere il servizio mensa se previsto e funzionale. Ha i medesimi obblighi di vigilanza su tutti gli alunni.

Riguardo alle sostituzioni, il docente di sostegno può coprire assenze, con preferenza per le classi in cui è già assegnato — in particolare quando è presente un alunno con disabilità. L'istituto adotta annualmente un criterio interno per la gestione delle sostituzioni, approvato dal Collegio Docenti, che indica il docente di sostegno tra le risorse da coinvolgere in base alle priorità del momento, dando precedenza alle situazioni di maggiore necessità. Quando possibile, è buona prassi che il coordinatore o il referente di plesso sia informato della copertura effettuata, anche solo verbalmente, a tutela di tutti.

⚠️ Cattive prassi da evitare

Il sostegno come "insegnante personale". L'alunno con disabilità non è "del" sostegno, né il sostegno è "dell'alunno". Lavorare costantemente in coppia esclusiva, separati dalla classe, è una prassi segregante contraria alla normativa.

La delega totale ai curricolari. Il docente di sostegno è corresponsabile della programmazione e delle verifiche. L'inclusione non è un compito delegabile a chi "ha il certificato".

L'isolamento ordinario. Portare l'alunno in uno spazio separato come prassi prevalente non è inclusione: è esclusione. Le uscite dalla classe devono essere motivate e occasionali.

Il sostegno come tappabuchi. L'uso sistematico in sostituzione, senza ordine di servizio e in assenza dell'alunno con disabilità, è contrario alla normativa ed espone a responsabilità legali.

La famiglia fuori dalla progettazione. I genitori sono soggetti attivi del processo inclusivo. Limitarsi agli incontri formali obbligatori impoverisce il PEI e l'efficacia dell'intervento.

La differenziata come scelta di default. La programmazione differenziata ha conseguenze sul titolo di studio e richiede consenso scritto della famiglia. Non va proposta per comodità, ma solo quando è la risposta realmente più appropriata al profilo dell'alunno.

2

ORARIO DI SERVIZIO

L'orario del docente di sostegno è uguale a quello dei colleghi dello stesso ordine di scuola:

Ordine di scuola Ore didattiche Attività funzionali
Scuola dell'Infanzia 25 h/settimana + 2 h programmazione settimanale
Scuola Primaria 22 h/settimana + 2 h programmazione settimanale
Scuola Secondaria 1° gr. 18 h/settimana + ora di colloquio settimanale nelle date dedicate

Per le ulteriori attività funzionali (collegio docenti, consigli di classe, ecc.) si fa riferimento al CCNL vigente e alle disposizioni interne d'istituto.

L'ora di colloquio settimanale della scuola secondaria, in quanto docente contitolare, è fruibile da tutti i genitori della classe — non esclusivamente dalla famiglia dell'alunno con disabilità.

I GLO sono obbligatori per tutti i docenti della classe, indipendentemente dalla disciplina insegnata — non solo per il docente di sostegno. L'obiettivo è che tutti i docenti partecipino ai GLO di tutte le classi in cui insegnano, evitando di delegare sempre agli stessi: l'inclusione è responsabilità collegiale, non dei "soliti".

Per i docenti della scuola secondaria che insegnano in più di 4 classi, al fine di non esaurire rapidamente il monte ore delle attività funzionali (40+40 previste dal CCNL), è possibile organizzare la partecipazione in modo distribuito: i GLO iniziali con le classi prime, i GLO intermedi con le classi seconde e i GLO finali con le classi terze. Si tratta di una proposta organizzativa da concordare con il coordinatore di plesso, la FS Inclusione e la DS, per garantire correttezza formale, rispetto del monte ore e partecipazione effettiva di tutti.

La partecipazione al GLI di istituto è caldamente raccomandata a tutti i docenti. Il D.Lgs. 66/2017, art. 9 c. 8, prevede che il GLI sia composto da docenti curricolari, docenti di sostegno ed eventualmente personale ATA e specialisti ASL, nominati dal Dirigente Scolastico — ma non stabilisce un obbligo esplicito di partecipazione per l'intero corpo docente. Tuttavia, il principio di corresponsabilità educativa introdotto dallo stesso D.Lgs. 66/2017 (modificato dal D.Lgs. 96/2019) rende la presenza di tutti un atto coerente con la cultura inclusiva che questa scuola vuole promuovere: l'inclusione è di tutti, non solo di chi ha il sostegno. L'IC Castelcovati, in linea con il proprio PTOF, favorisce la partecipazione più ampia possibile all'incontro annuale del GLI come momento di comunità professionale condivisa.

La distribuzione dell'orario viene definita dalla Funzione Strumentale Inclusione su mandato della Dirigente Scolastica, raccogliendo le necessità dei singoli plessi e coordinandosi con i rispettivi coordinatori. L'orario è poi costruito dai responsabili della calendarizzazione, tenendo conto anche della presenza degli educatori scolastici eventualmente assegnati alla classe.

Il criterio guida è sempre il benessere dell'alunno e la copertura inclusiva, non la comodità organizzativa. La distribuzione delle ore deve essere pensata in modo intelligente, privilegiando i momenti di maggiore significatività didattica ed inclusiva. Laddove siano necessari spostamenti tra plessi, comuni o ordini di scuola diversi, l'organizzazione dell'orario deve tenere conto della sostenibilità logistica, senza però che questa diventi il criterio prevalente. Gli eventuali vincoli di calendario sono un elemento da considerare, ma la priorità resta sempre la qualità e la continuità della presenza inclusiva.

3

QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

Il sistema dell'inclusione scolastica si fonda su una stratificazione normativa che il docente di sostegno deve conoscere. Di seguito le norme principali, in ordine cronologico.

L. 517/1977 — Prima introduzione della figura del docente di sostegno nelle classi con alunni con disabilità.

L. 104/1992 — Legge quadro sull'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità. Ancora oggi il riferimento fondamentale per la certificazione (art. 3 c. 1 e c. 3), la contitolarità (art. 13 c. 6) e i diritti dell'alunno con disabilità.

D.Lgs. 297/1994 e DPR 275/1999 — Consolidano la contitolarità nel quadro dell'autonomia scolastica.

D.Lgs. 66/2017 (modificato da D.Lgs. 96/2019) — Riforma organica dell'inclusione scolastica. Introduce la corresponsabilità educativa dell'intero team/consiglio di classe, ridefinisce il PEI e istituisce il GLO come organo collegiale responsabile della sua elaborazione.

D.I. 182/2020 — Adotta il modello nazionale di PEI differenziato per ordine di scuola e le relative Linee Guida. Disciplina il funzionamento del GLO e le modalità di assegnazione delle misure di sostegno.

D.I. 153/2023 — Disposizioni correttive al D.I. 182/2020. Aggiorna i modelli di PEI per tutti gli ordini di scuola (Allegati A1–A3 per il primo ciclo) e le Linee Guida. Chiarisce composizione e obblighi del GLO. È la normativa di riferimento operativo attualmente in vigore per la redazione del PEI.

CCNL Scuola 2024 — Chiarisce che la partecipazione al GLO è equiparata ai consigli di classe e rientra nell'orario di servizio di tutti i docenti della classe, non solo del sostegno.

D.Lgs. 62/2024 — Riforma complessiva della valutazione della disabilità nell'ottica bio-psico-sociale della Convenzione ONU. Introduce la valutazione di base unitaria gestita dall'INPS, il Profilo di Funzionamento come documento propedeutico al PEI in sostituzione della Diagnosi Funzionale e del Profilo Dinamico Funzionale, e il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato. La riforma è in fase di sperimentazione nazionale; la provincia di Brescia è provincia sperimentale dal 1° gennaio 2025, con l'iter certificativo già gestito direttamente dall'INPS.

D.G.R. XII/2446 del 3 giugno 2024 (Regione Lombardia) — Linee Guida regionali per la redazione della certificazione di disabilità in età evolutiva ai fini dell'inclusione scolastica, in attuazione del D.Lgs. 66/2017. Documento di riferimento operativo per i servizi sanitari lombardi, tra cui l'ASST Spedali Civili di Brescia.

L'iter certificativo a Brescia: evoluzione e situazione attuale

Il quadro certificativo bresciano si è evoluto rapidamente negli ultimi anni ed è importante che il docente sappia riconoscere i diversi documenti che può trovarsi davanti, a seconda dell'anno in cui è stata avviata la procedura.

Fino al 2023 — L'accertamento era affidato al Collegio di Accertamento ASST, composto da NPI, Psicologo e Assistente Sociale. Il documento prodotto era il VAIS (Verbale di Alunno In Situazione di handicap), che attestava la condizione ai sensi dell'art. 3 c. 1 o c. 3 della L. 104/92.

Anno 2024 — Con l'avvio parziale del D.Lgs. 62/2024, la Commissione Medica ASST ha mantenuto il ruolo di prima istanza, ma il verbale necessitava di obbligatoria vidimazione INPS. Il documento risultante era l'EVIS (Estratto Verbale di accertamento con vidimazione INPS).

Dal 1° gennaio 2025 — Brescia provincia sperimentale — L'EVIS non viene più prodotto. La Commissione valutante è direttamente l'INPS (Unità Valutativa di Base). Il percorso è il seguente: il medico NPI redige il Certificato Medico Diagnostico Funzionale (CMDF) → avvia la domanda telematica → la Commissione INPS emette un verbale unico contenente condizione di disabilità (art. 3 c. 1 o c. 3), invalidità civile e diritto all'inclusione scolastica. A seguito dell'esito, la NPI produce il Profilo di Funzionamento in formato bozza, consegnato alla famiglia perché lo trasmetta alla scuola per la redazione condivisa.

⚠️ Nota sui rinnovi: la situazione è differente a seconda del tipo di certificazione in essere. Tre scenari possibili: - VAIS art. 3 c. 3: validità prorogata fino al termine degli studi, nessun nuovo accertamento ai fini scolastici necessario - VAIS art. 3 c. 1 con VH presente: validità legata alla scadenza del VH; tra scadenza del VH e nuova commissione tutti i diritti rimangono validi; alla conferma del VH, la NPI produce un nuovo Profilo di Funzionamento - VAIS art. 3 c. 1 senza VH: valido fino a naturale scadenza; il rinnovo accede alla procedura come "primo accertamento" INPS

⚠️ Nota transitoria generale: convivono ancora documenti di generazioni diverse (VAIS, EVIS, nuovo verbale INPS) a seconda dell'anno di presentazione della domanda. La Diagnosi Funzionale resta documento di riferimento valido finché non è disponibile il Profilo di Funzionamento (art. 21 c. 6 D.I. 182/2020 come modificato dal D.I. 153/2023; Nota MIM 1690/2024).

4

DOCUMENTI CERTIFICATIVI DELL'ALUNNO

All'inizio dell'anno scolastico il docente di sostegno riceverà un account Google scolastico istituzionale (dominio @primaria.iccastelcovati.edu.it o equivalente per il proprio ordine di scuola). La FS Inclusione o i referenti per l'inclusione dei singoli plessi condivideranno con il docente — e con lui soltanto — una cartella Google Drive contenente la documentazione certificativa relativa all'alunno o agli alunni seguiti, compresi i PEI degli anni precedenti, i verbali GLO e le valutazioni personalizzate.

⚠️ Accesso esclusivo tramite account Google scolastico dedicato L'accesso alla cartella Drive è possibile solo tramite l'account Google scolastico personale (@primaria.iccastelcovati.edu.it o dominio equivalente). Non è consentito l'accesso con altri account, nemmeno con l'account Microsoft/Teams in uso per altre funzioni d'istituto, per ragioni di privacy e sicurezza dei dati delle famiglie.

L'accesso alla cartella è configurato in sola visualizzazione: le funzioni di download e modifica sono disattivate, a tutela della privacy delle famiglie e nel rispetto del Regolamento UE 679/2016 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003. Non è pertanto necessario recarsi in segreteria per prendere visione della documentazione, salvo motivazioni specifiche di altra natura.

È fondamentale consultare tutto il materiale disponibile prima di avviare la nuova progettazione: la continuità documentale è parte integrante della qualità dell'inclusione.

📌 Tre strumenti digitali distinti Nel corso del vademecum si fa riferimento a tre contenitori digitali diversi, da non confondere: la cartella Drive qui descritta, riservata e contenente la documentazione personale degli alunni; la piattaforma SIDI, su cui si compila il PEI dell'anno in corso (vedi punto 5.1); il portale dedicato, il sito che raccoglie gli strumenti software di supporto (VerbaleGLO, Griglia ICF-CY, Valutazione Personalizzata).

I documenti che si possono incontrare

A seconda dell'anno di avvio della procedura certificativa, il fascicolo dell'alunno può contenere documenti di generazioni diverse. È importante saperli riconoscere.

Verbale del Collegio di Accertamento ASST — VAIS (domande presentate fino a dicembre 2023): attesta la condizione di disabilità ai sensi dell'art. 3 c. 1 (disabilità non grave) o c. 3 (disabilità grave) della L. 104/92, ai fini dell'inclusione scolastica. Rimane valido fino alla scadenza indicata, con le proroghe previste dalla normativa vigente (vedi punto 3).

Estratto Verbale ASST con vidimazione INPS — EVIS (domande presentate nel 2024): documento transitorio prodotto dalla Commissione ASST e vidimato dall'INPS. Attesta le medesime condizioni del VAIS nel nuovo formato.

Verbale dell'Unità Valutativa di Base INPS (domande presentate dal 1° gennaio 2025, Brescia provincia sperimentale): documento unico che attesta condizione di disabilità, invalidità civile e diritto all'inclusione scolastica. È il documento prodotto dal nuovo iter completamente gestito dall'INPS.

Diagnosi Funzionale: documento clinico redatto dall'ASST/UONPIA che descrive il profilo funzionale dell'alunno nelle diverse aree (cognitiva, neuropsicologica, sensoriale, motorio-prassica, comunicativa, affettivo-relazionale, autonomia personale e sociale). Resta il documento di riferimento per la progettazione educativa finché non è disponibile il Profilo di Funzionamento.

Profilo Dinamico Funzionale (PDF): documento intermedio, prodotto congiuntamente da scuola e servizi, che descrive lo sviluppo potenziale dell'alunno a breve e medio termine. Presente nei fascicoli più datati; sostituito dal Profilo di Funzionamento nella normativa attuale.

Profilo di Funzionamento (PdF): documento chiave introdotto dal D.Lgs. 62/2024, redatto dalla NPI in formato bozza a seguito dell'esito certificativo e consegnato alla famiglia perché lo trasmetta alla scuola. È propedeutico alla redazione del PEI e descrive il funzionamento dell'alunno secondo il modello ICF, con particolare attenzione a facilitatori e barriere nei domini di Apprendimento, Comunicazione, Relazioni e Socializzazione, Autonomia personale e sociale. Viene redatto con la collaborazione della famiglia e di tutti i soggetti coinvolti in modo continuativo nel processo di inclusione, inclusa la scuola.

PEI degli anni precedenti, verbali GLO e valutazioni personalizzate: documentazione prodotta dalla scuola negli anni precedenti. Va sempre consultata prima di avviare la nuova progettazione, per garantire continuità e non disperdere il lavoro già svolto.

Riservatezza e responsabilità

Tutti questi documenti sono riservati. L'accesso è strettamente personale e limitato al docente assegnatario. Le funzioni di download, modifica e condivisione sono tecnicamente disabilitate sulla cartella Drive: non è quindi possibile stampare, esportare o redistribuire i documenti. È tuttavia esplicitamente vietato fotografare i documenti visualizzati a schermo e vietato inserire dati, informazioni o contenuti relativi agli alunni in sistemi di intelligenza artificiale non certificati per la protezione dei dati personali (chatbot, assistenti AI generici, ecc.). Il trattamento dei dati avviene nel rispetto del Regolamento UE 679/2016 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003 come modificato dal D.Lgs. 101/2018. La responsabilità è nominale: chi accede alla documentazione risponde personalmente del corretto utilizzo e della tutela dei dati in essa contenuti.

Passaggio di informazioni

Oltre alla consultazione della documentazione, è fortemente raccomandato, dove possibile, un passaggio diretto di informazioni con i docenti del team o del consiglio di classe che hanno già lavorato con l'alunno, e in particolare con il precedente docente di sostegno. Questo momento — anche informale — consente di acquisire elementi di contesto che difficilmente emergono dalla sola lettura dei documenti: dinamiche relazionali, strategie che hanno funzionato, criticità ricorrenti, caratteristiche dell'alunno nei diversi momenti della giornata scolastica. È un atto di responsabilità professionale e di rispetto verso il lavoro già svolto.

5

I DOCUMENTI DA COMPILARE DURANTE L'ANNO

5.1 — Piano Educativo Individualizzato (PEI) su piattaforma SIDI

Il PEI è il documento centrale dell'inclusione, elaborato e approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l'Inclusione (GLO) (D.I. 153/2023). La compilazione avviene sulla piattaforma digitale SIDI del Ministero dell'Istruzione — uno strumento che garantisce la tutela dei dati sensibili, la tracciabilità del processo e la condivisione in visualizzazione con tutti i componenti del GLO, inclusa la famiglia.

⚠️ Attenzione: il salvataggio dei dati inseriti in SIDI non è automatico. È necessario salvare manualmente il lavoro prima di uscire dalla piattaforma.

Per poter accedere alle funzionalità del PEI in SIDI è necessario che la segreteria o il referente inclusione abbiano preventivamente inserito i dati del docente nella composizione del GLO (cognome, nome, codice fiscale, indirizzo e-mail, ruolo).

Per la guida operativa completa alla compilazione si rimanda al documento allegato disponibile nella cartella Drive di istituto.

Struttura del PEI in SIDI — il documento si articola nelle seguenti sezioni principali:

  • Sezioni 1–3: Osservazioni propedeutiche sull'alunno (storia, funzionamento, contesto)
  • Sezioni 4–5: Valutazione delle dimensioni di funzionamento (ICF)
  • Sezioni 6–7: Contesto — Barriere e Facilitatori
  • Sezioni 8.1–8.4: Interventi sul percorso curricolare (obiettivi, programmazione, verifica)
  • Sezione 9: Organizzazione del progetto di inclusione (orario sostegno, educatore, ausili)
  • Sezione 11: Verifica finale
  • Sezione 12: PEI Provvisorio per l'anno successivo

Tipo di programmazione — il team/consiglio di classe stabilisce, all'interno del PEI, il percorso più adeguato:

Tipo Descrizione
Per obiettivi della classe (eventualmente minimi) Stessi traguardi curricolari, metodologia adattata
Semplificata/ridotta Contenuti della classe resi più accessibili
Differenziata Percorso diverso dalla classe → il PEI va sottoscritto dalla famiglia

📌 La programmazione differenziata: cosa comporta Scegliere una programmazione differenziata significa che l'alunno segue obiettivi non riconducibili ai programmi ministeriali. Il PEI differenziato deve essere sottoscritto dalla famiglia, che in questo modo esprime la propria consapevole adesione al progetto educativo. Prima di avviare questo percorso è fondamentale un confronto approfondito con la famiglia, che deve comprendere pienamente le implicazioni a lungo termine: un percorso differenziato può portare al conseguimento di un attestato di credito formativo in luogo del diploma, con conseguenti ricadute sull'accesso ai percorsi ordinari della scuola secondaria di secondo grado. Questo aspetto va affrontato con chiarezza già in fase di progettazione, in particolare nei momenti di orientamento. La scelta non è irreversibile nel corso del percorso scolastico, ma va gestita con grande attenzione e non adottata per comodità organizzativa.

Scadenze: - PEI definitivo con firma digitale (piattaforma SIGILLO): entro il 30 novembre - Verifica intermedia: entro il 28/31 marzo - Verifica finale e PEI provvisorio per l'anno successivo: entro il 30 giugno

Il PEI è un documento dinamico e può essere modificato in corso d'anno se necessario.

5.2 — Verbale GLO

Il GLO si riunisce almeno tre volte l'anno (inizio anno — verifica intermedia — verifica finale/PEI provvisorio). Vi partecipano obbligatoriamente tutti i docenti della classe, indipendentemente dalla disciplina insegnata — non solo il docente di sostegno. La partecipazione è equiparata ai consigli di classe (CCNL 2024) e rientra nell'orario di servizio di tutti i docenti. Partecipano inoltre i genitori, gli specialisti dell'UONPIA/NPI e, se presente, l'educatore scolastico.

📌 Calendarizzazione dei GLO Le riunioni del GLO si svolgono, salvo motivata necessità, in ore non coincidenti con l'orario di lezione (D.I. 182/2020, art. 4 c. 5, come modificato dal D.M. 153/2023; CCNL 2024, art. 44). Non è quindi possibile calendarizzare un GLO durante le ore di insegnamento. Le riunioni rientrano nelle 40 ore annue di attività funzionali all'insegnamento e possono svolgersi anche in modalità telematica sincrona. Per i docenti con più di 6 classi il CCNL prevede la possibilità di modulare la partecipazione entro il limite delle 40 ore. Anche qualora un docente fosse autorizzato a non partecipare fisicamente, rimane comunque corresponsabile del progetto di inclusione: si tiene informato, legge i documenti e concorre a compilare la parte disciplinare di propria competenza.

Per i docenti della scuola secondaria che insegnano in più di 4 classi, è possibile organizzare la partecipazione in modo distribuito: i GLO iniziali con le classi prime, i GLO intermedi con le classi seconde e i GLO finali con le classi terze. L'organizzazione va gestita con il supporto del coordinatore di plesso, del referente inclusione di plesso e della FS Inclusione.

Per i docenti della scuola primaria che insegnano in più di 4 classi, il criterio guida è prima di tutto la presenza oraria: si privilegia la partecipazione completa ai GLO delle classi in cui si ha più ore. A parità di presenza oraria, si dà priorità ai nuovi ingressi, poi alle classi in ordine crescente (prime, seconde, terze e così via). L'organizzazione va gestita con il supporto del coordinatore di plesso, del referente inclusione di plesso e della FS Inclusione.

Il verbale di ogni seduta viene redatto con il tool digitale VerbaleGLO disponibile sul portale dedicato, che consente il salvataggio in formato JSON e la stampa in PDF per la raccolta agli atti.

🔗 Strumento digitale disponibile sul portale dedicato: VerbaleGLO

5.3 — Griglia di Osservazione ICF-CY

La griglia di osservazione basata sul framework ICF-CY è altamente consigliata, in particolare per i nuovi ingressi e per gli alunni di cui non si ha ancora una conoscenza diretta. Consente una lettura sistematica del funzionamento dell'alunno nei domini di Apprendimento, Comunicazione, Relazioni e Socializzazione, Autonomia personale e sociale, restituendo un profilo visivo utile alla progettazione del PEI e al confronto nel tempo.

🔗 Strumento digitale disponibile sul portale dedicato: Griglia ICF-CY (con scoring, grafici radar e storico comparativo)

5.4 — Valutazione personalizzata

Per gli alunni che seguono una programmazione con obiettivi individualizzati o differenziati, la valutazione non può limitarsi ai criteri e agli strumenti standard della classe: deve essere esplicitamente riferita agli obiettivi del PEI, documentata e condivisa con il team/consiglio di classe. Questo processo di valutazione personalizzata è parte integrante del PEI stesso e ne costituisce la verifica in itinere e finale.

A supporto di questo processo è disponibile sul portale dedicato lo strumento digitale dedicato, che consente di strutturare la valutazione per aree e obiettivi, produrre documentazione stampabile e garantire coerenza con quanto definito nel PEI.

🔗 Strumento digitale disponibile sul portale dedicato: Valutazione Personalizzata (conforme D.I. 153/2023)

6

GLI — GRUPPO DI LAVORO PER L'INCLUSIONE E COMMISSIONE INCLUSIONE

6.1 — GLI di Istituto

Il Gruppo di Lavoro per l'Inclusione (GLI) è presieduto dalla Funzione Strumentale Inclusione, in qualità di delegato del Dirigente Scolastico, e si riunisce almeno una volta l'anno, nella fase conclusiva dell'anno scolastico. La partecipazione è caldamente raccomandata a tutti i docenti dell'istituto: pur non essendo previsto dalla norma un obbligo esplicito per l'intero corpo docente (D.Lgs. 66/2017, art. 9 c. 8), il principio di corresponsabilità educativa rende la presenza di tutti un atto coerente con la cultura inclusiva che questa scuola vuole promuovere. L'inclusione è di tutti.

Il GLI ha una composizione allargata e comprende:

  • Funzione Strumentale Inclusione (delegato DS)
  • Docenti di sostegno e docenti curricolari
  • Educatori scolastici
  • Rappresentanti dei genitori
  • Assistenti sociali dei Comuni
  • Referenti UONPIA
  • Rappresentanti delle cooperative di riferimento
  • Altre figure coinvolte nei progetti di inclusione

Il GLI svolge funzioni di coordinamento, monitoraggio e valutazione dell'inclusione a livello di istituto. In particolare:

  • Tiene traccia dell'andamento dei progetti, dei moduli di valutazione del livello di inclusione e delle azioni in corso
  • Tratta trasversalmente la tematica DSA-BES e quella dell'intercultura
  • Approva il Piano per l'Inclusione (PI), con la valutazione conclusiva dell'anno in corso e il piano di miglioramento per l'anno successivo
  • Favorisce il raccordo tra scuola, famiglia, servizi sanitari e territorio

6.2 — Commissione Inclusione

La Commissione Inclusione opera in formato ristretto ed è composta dalla FS Inclusione e da un docente coordinatore per l'inclusione per ciascun plesso — per un totale di 5 figure, una per ogni plesso dell'IC. In alcune casistiche specifiche è prevista la presenza di due figure sullo stesso plesso.

L'obiettivo della Commissione è costruire una leadership diffusa per l'inclusione: formare figure di riferimento nei singoli plessi che possano essere di supporto ai colleghi, garantendo competenza e continuità anche al di fuori degli incontri formali. Per questo motivo, altri docenti partecipano saltuariamente agli incontri della Commissione, in un'ottica di crescita professionale condivisa.

6.3 — Incontri di Plesso

Ogni plesso si riunisce una volta al mese per un'ora, secondo un calendario concordato dal referente inclusione di plesso ad inizio anno. Gli incontri mensili servono a discutere le necessità specifiche del singolo plesso, monitorare le situazioni in corso e condividere strategie di intervento.

La calendarizzazione tiene conto dell'organizzazione di ciascun ordine di scuola:

  • Scuola dell'Infanzia e Scuola Primaria: gli incontri coincidono con le ore di programmazione settimanale già previste
  • Scuola Secondaria: l'ora mensile viene recuperata dall'ora di colloquio settimanale
7

RAPPORTI CON LA FAMIGLIA

Il rapporto con la famiglia è un elemento fondamentale del processo inclusivo. Il docente di sostegno, insieme ai colleghi del team o del consiglio di classe, costruisce con la famiglia una relazione di fiducia e co-progettazione, restituendo un'immagine dell'alunno che ne valorizzi le potenzialità e le risorse, in una prospettiva di autonomia futura.

Incontri formali — il GLO

Il momento principale di incontro con la famiglia avviene nell'ambito delle riunioni del GLO, che costituiscono la sede istituzionale di condivisione del progetto educativo. In particolare:

  • Il primo GLO è preceduto da un incontro preparatorio con la famiglia, finalizzato a costruire un clima di fiducia prima della sottoscrizione del PEI
  • Gli incontri successivi si svolgono nelle sessioni di verifica intermedia e finale, oltre che in tutti i casi in cui se ne ravvisi la necessità

Nuovi ingressi

Per gli alunni che entrano per la prima volta nella scuola o che effettuano un passaggio di ordine, è buona prassi proporre un incontro conoscitivo prima dell'inizio delle lezioni, per permettere all'alunno e alla famiglia di conoscere gli ambienti e i docenti in un contesto tranquillo e informale. Questo si aggiunge agli incontri istituzionali già previsti per la continuità (infanzia-primaria e primaria-secondaria).

Modalità degli incontri

Gli incontri con la famiglia non si svolgono mai in forma individuale da parte del solo docente di sostegno, se non nell'ambito dei colloqui individuali previsti per la scuola secondaria. La regola generale è che ogni incontro avvenga in presenza di almeno due docenti: questo tutela sia la famiglia, che ha interlocutori multipli e complementari, sia il docente, che non si trova mai nella condizione di essere unico referente e unico testimone di quanto discusso.

Situazioni di conflitto o disaccordo

In caso di tensioni, disaccordi o situazioni di conflitto con la famiglia, il docente di sostegno non gestisce la situazione da solo. La FS Inclusione, la Dirigente Scolastica o la vicaria sono a disposizione per fare da intermediari e supportare la gestione del confronto, garantendo che il dialogo avvenga sempre in un contesto istituzionale protetto e costruttivo.

8

REGISTRO DI CLASSE E VALUTAZIONE

Accesso al registro elettronico

L'istituto utilizza il registro elettronico ClasseViva. Il docente di sostegno ha accesso al registro limitatamente all'alunno/agli alunni a lui designati.

Firma e documentazione giornaliera

Per la documentazione delle attività svolte, si distinguono due casi:

  • Alunno con programmazione per obiettivi della classe (anche minimi) o semplificata/ridotta: è possibile copiare la firma del collega curricolare, qualora il percorso seguito nella giornata sia il medesimo dal punto di vista disciplinare
  • Alunno con programmazione differenziata: il docente di sostegno annota una breve descrizione dell'attività svolta, per documentare in modo specifico il lavoro effettuato, distinto da quello della classe

Valutazioni e comunicazione con il team

Il docente di sostegno non ha autonomia decisionale nell'attribuzione delle valutazioni. La comunicazione dei voti avviene durante tutto l'anno attraverso il confronto continuo con il team docenti o il consiglio di classe. Come garante dell'inclusione, il docente di sostegno agisce da mediatore e facilitatore, ma la responsabilità valutativa resta condivisa e collegiale: l'inclusione non è compito del solo sostegno.

Visibilità delle valutazioni per le famiglie

Le valutazioni riportate sul registro elettronico sono sempre visibili alla famiglia e si presentano nel formato standard, identico per tutti gli alunni della classe (voto numerico o giudizio, secondo l'ordine di scuola). Per gli alunni con programmazione individualizzata o differenziata, la valutazione coerente con gli obiettivi del PEI viene invece restituita attraverso il format di valutazione personalizzata prodotto con lo strumento dedicato (vedi punto 5.4), che affianca — senza sostituire — il voto presente sul registro.

9

NUOVE SEGNALAZIONI

Modulistica

Per le nuove segnalazioni si utilizzano gli Allegati A, B, C (e A1 per gli alunni di origine straniera) — da non confondere con gli Allegati A1-A3 del modello PEI (D.I. 153/2023, vedi punto 5.1), che sono moduli differenti. Gli allegati per le nuove segnalazioni sono reperibili anche online — ad esempio sul sito del Centro Territoriale per l'Inclusione (CTI) Ambito 9 Sebino-Franciacorta, sezione materiali — e saranno comunque resi disponibili nella cartella Drive dedicata.

Avvio della procedura

L'iter di segnalazione è un percorso collegiale, che coinvolge tutto il team docenti/consiglio di classe — non solo il docente di sostegno. Il sostegno, dove presente, può fare da tramite e facilitatore nella relazione con la famiglia, in virtù del ruolo che già riveste nella classe, ma non è l'unico responsabile della segnalazione né l'unico interlocutore: l'osservazione e la decisione di procedere nascono dal confronto di tutto il team.

È necessaria la firma dei genitori sulla modulistica: è sufficiente la firma di un solo genitore, che agisce anche a nome dell'altro tramite delega.

Nel comunicare l'avvio del percorso alla famiglia, è importante chiarire che la valutazione in UONPIA è un percorso di natura medica, finalizzato all'accertamento della condizione di disabilità ai fini dell'inclusione scolastica (L. 104/92). Che l'UONPIA si occupi attualmente anche della valutazione per la certificazione DSA/BES è una questione organizzativa distinta, legata alla disponibilità di centri autorizzati sul territorio (vedi sotto).

Una volta raccolta la documentazione e la firma della famiglia, il fascicolo viene depositato in segreteria, che avvia il percorso verso la valutazione specialistica.

Disabilità (L. 104) e DSA/BES: stessa procedura, percorsi diversi

La procedura di segnalazione è la stessa per entrambe le situazioni, ma i percorsi a cui conducono hanno natura diversa:

  • la certificazione ai fini della L. 104/92 riguarda l'area medico-sanitaria e segue l'iter descritto al punto 3 (UONPIA → Commissione INPS → Profilo di Funzionamento)
  • la certificazione DSA/BES è prevalentemente di natura pedagogico-educativa, pur con una componente diagnostica specialistica

Per il percorso DSA/BES, l'indicazione dell'UONPIA è — dove possibile — di indirizzarsi verso centri autorizzati per la certificazione, secondo le procedure attualmente in fase di consolidamento. Resta comunque corretto, al momento, rivolgersi anche alla UONPIA stessa, qualora questa risulti la strada più accessibile per la famiglia.

10

USCITE DIDATTICHE E VISITE D'ISTRUZIONE

Nella progettazione di uscite didattiche e visite d'istruzione occorre considerare le esigenze e le eventuali difficoltà degli alunni con disabilità: accessibilità delle mete, mezzi di trasporto, presenza di barriere architettoniche. La Nota 645/2002 richiama il diritto degli alunni con disabilità a partecipare alle gite scolastiche.

Rapporto docenti-alunni e presenza di personale di supporto

In presenza di alunni con disabilità, il rapporto docenti-alunni è di circa 1 a 15, con la presenza del docente di sostegno o dell'educatore scolastico. Non esiste, di norma, un rapporto 1:1: l'educatore può avere ore assegnate alla classe/all'alunno, ma queste possono in parte essere ore a recupero, da bilanciare con le coperture quotidiane del plesso. La pianificazione della presenza dell'educatore durante l'uscita va quindi concordata per tempo con il referente di plesso, per non scoprire le altre coperture necessarie.

Tempistiche di comunicazione

Se all'uscita didattica o al viaggio d'istruzione partecipa l'educatore scolastico, è compito del docente di sostegno comunicarlo in segreteria con un anticipo minimo di 15 giorni, affinché venga richiesta la presenza dell'educatore alla cooperativa, per conoscenza all'assistente sociale. Le linee guida d'istituto raccomandano tuttavia, dove possibile, un anticipo di almeno un mese, per consentire un'organizzazione più solida e priva di imprevisti.

Checklist di progettazione inclusiva dell'uscita

Per ogni uscita o visita d'istruzione che coinvolga alunni con disabilità, è opportuno verificare in anticipo i seguenti aspetti:

  • Motivazioni della scelta del luogo, anche ai fini inclusivi
  • Struttura ospitante (accessibilità, disponibilità a accogliere esigenze specifiche)
  • Luogo dell'uscita e tipologia di attività previste
  • Mezzi di trasporto (accessibilità, durata del tragitto)
  • Educatore/sostegno/personale extra necessario
  • Farmaci specifici da gestire durante l'uscita
  • Pernottamento (camerate, eventuale disponibilità della famiglia in casistiche complesse)
  • Alimentazione (diete speciali, allergie, intolleranze)
  • Sussidi di movimento, giochi, materiali necessari
  • Preparazione a monte dell'alunno e della classe
  • Altre eventuali segnalazioni

Questa checklist è disponibile come modello compilabile per ciascuna classe nella cartella Drive dedicata.

11

CONTINUITÀ E ORIENTAMENTO

Il docente di sostegno cura la continuità nel passaggio tra ordini di scuola, partecipando agli incontri di raccordo e collaborando alla trasmissione delle informazioni necessarie.

Continuità verso la Scuola dell'Infanzia

In caso di primo ingresso nel sistema scolastico, è previsto un colloquio conoscitivo con la famiglia, finalizzato a raccogliere le informazioni necessarie e a costruire un percorso di inserimento e accoglienza adeguato alle esigenze dell'alunno. Questo momento può estendersi, in continuità, per tutto il primo anno. Alla definizione delle modalità organizzative partecipa anche la FS Inclusione, in coordinamento con il referente di plesso.

Continuità Infanzia-Primaria

Il passaggio di informazioni segue le modalità canoniche previste per tutti gli alunni in transizione tra ordini di scuola. Per gli alunni con disabilità si aggiungono in particolare:

  • la partecipazione al GLO finale della scuola di provenienza, per la predisposizione condivisa del PEI provvisorio per l'anno successivo
  • un ingresso anticipato nei primi giorni di settembre, prima dell'avvio delle lezioni, per permettere all'alunno di conoscere con calma i nuovi spazi scolastici insieme ai docenti — in particolare, dove già nominato e assegnato, con il docente di sostegno di riferimento della classe di destinazione

Continuità Primaria-Secondaria

Il passaggio segue le modalità canoniche previste per tutti gli alunni. Dove necessario, si attivano le stesse modalità previste per la continuità infanzia-primaria — partecipazione al GLO finale e percorso extra di accompagnamento, con ingresso anticipato e conoscenza degli spazi e dei docenti di riferimento.

Orientamento alla Scuola Secondaria di II grado

Il passaggio alla scuola secondaria di secondo grado segue il percorso canonico di orientamento, organizzato e seguito dalla FS Orientamento. A partire dalla classe seconda, i docenti di sostegno iniziano a interfacciarsi con gli istituti superiori per individuare le opzioni più adeguate e accompagnare l'alunno nel percorso di scelta. Le referenti inclusione della secondaria collaborano alla predisposizione dei percorsi di orientamento specifici. Il docente di sostegno può accompagnare fisicamente l'alunno nelle visite alle possibili scuole.

La partecipazione al GLO finale per la condivisione delle informazioni in vista del passaggio vale per tutti gli ordini di scuola.

Documentazione e passaggio digitale

La trasmissione della documentazione certificativa alla nuova scuola è a carico della famiglia. Per quanto riguarda il PEI in SIDI, il passaggio tra istituti avviene in automatico sulla piattaforma, a condizione che la famiglia abbia fornito il proprio consenso a monte.

I documenti presenti nella cartella Drive dedicata (vedi punto 4) vengono gestiti in continuità di anno in anno dalla FS Inclusione e dai referenti inclusione di plesso, che si occupano della condivisione con le tempistiche corrette verso i nuovi assegnatari.

12

ALTRI DOVERI PRINCIPALI E ASPETTI NORMATIVI TRASVERSALI

Oltre a quanto già descritto nei punti precedenti, il docente di sostegno è tenuto a:

  • Partecipare a tutti i consigli di classe, interclasse, intersezione, in quanto contitolare, e votare per qualsiasi decisione che riguardi la classe (vedi punto 1)
  • Coordinarsi con i docenti curricolari in vista di interrogazioni e prove scritte, per garantire la coerenza tra quanto previsto nel PEI e la programmazione quotidiana
  • Mantenere contatti frequenti con genitori, educatori scolastici e, dove necessario, con gli specialisti di riferimento (UONPIA, servizi territoriali)
  • Stendere i verbali degli incontri con specialisti o genitori che non rientrino nelle sedute formali del GLO, condividendoli con il team/consiglio di classe

Prove equipollenti e differenziate: il quadro normativo

La possibilità di proporre prove equipollenti o differenziate, già richiamata al punto 5.1, trova il proprio fondamento normativo nell'art. 20 del D.Lgs. 62/2017, che disciplina l'Esame di Stato per gli studenti con disabilità e DSA. Sebbene la norma si riferisca formalmente all'esame conclusivo del secondo ciclo, i principi che esprime orientano la logica delle prove durante tutto il percorso scolastico:

  • È il consiglio di classe a stabilire la tipologia delle prove e se queste abbiano valore equipollente, sulla base del PEI
  • Le prove di valore equipollente determinano il rilascio del titolo di studio conclusivo, senza menzione nel diploma finale dello svolgimento di prove differenziate
  • Per le prove non equipollenti, o nei casi in cui l'alunno non sostenga una o più prove, viene rilasciato un attestato di credito formativo — lo stesso esito previsto per la programmazione differenziata (vedi punto 5.1)
  • La commissione può prevedere tempi differenziati per lo svolgimento delle prove scritte

Durante il percorso scolastico, il docente di sostegno propone — sempre d'intesa con il docente curricolare — la strutturazione di prove equipollenti (stesso livello di valutazione, forma diversa: es. tempi più lunghi, formato adattato, supporti) o differenziate (contenuti specifici, coerenti con gli obiettivi del PEI), qualora l'alunno non sia in grado di svolgere le medesime prove della classe. La distinzione tra le due tipologie non è solo tecnica: incide direttamente sul titolo finale dell'alunno, motivo per cui va sempre concordata collegialmente e documentata nel PEI.

13

ACCESSO DI PROFESSIONISTI SANITARI ESTERNI

Riferimento normativo: Raccomandazione n. 1/2025 dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.

Chi è il "professionista sanitario esterno"

La procedura semplificata si applica esclusivamente a professionisti sanitari che siano:

  • iscritti ai rispettivi ordini professionali e incaricati dalla ASL competente
  • incaricati da enti/strutture accreditate e/o autorizzate ai sensi della normativa SSN/SSR
  • parte dell'équipe multidisciplinare (UONPIA) prevista nel piano terapeutico, nel progetto riabilitativo/PEI, assistenziale o nel progetto di vita dell'alunno

Principi chiave

L'obiettivo è garantire la continuità terapeutica in ambito scolastico, tutelando il diritto allo studio e alla salute dell'alunno con disabilità. In particolare:

  • il diritto alla salute e allo studio dell'alunno prevale su altri interessi, inclusa la riservatezza degli altri studenti, se sono rispettate le condizioni della procedura
  • non è richiesto il consenso dei docenti o dei genitori degli altri alunni della classe per l'accesso del professionista
  • non è giustificata la richiesta al professionista del SSN/SSR (o accreditato/autorizzato) della dichiarazione sostitutiva del certificato del casellario giudiziale e dei carichi pendenti

La procedura semplificata

L'accesso del professionista sanitario per l'attuazione del progetto personalizzato richiede esclusivamente l'autorizzazione del Dirigente Scolastico — il diniego non può essere espresso dal team docenti/consiglio di classe. L'autorizzazione è un "atto dovuto": il Dirigente verifica la regolarità della documentazione, senza entrare nel merito delle scelte cliniche dello specialista. I passaggi previsti sono:

  1. Istanza di accesso: i genitori richiedono l'accesso con congruo anticipo
  2. Documentazione: l'istanza allega il Progetto di osservazione/intervento, predisposto da genitori e specialista
  3. Impegno alla riservatezza: lo specialista sottoscrive l'impegno a rispettare la riservatezza e a non interagire direttamente con gli alunni non interessati
  4. Permanenza in classe: lo specialista si impegna a permanere in classe sempre in presenza del docente
  5. Autorizzazione: rilasciata esclusivamente dal Dirigente Scolastico
  6. Comunicazione: l'accesso viene comunicato ai docenti e ai genitori degli altri alunni della classe — senza che sia richiesto il loro consenso

Tempi e organizzazione

  • Termini ordinari: la scuola può richiedere fino a un massimo di 20 giorni solari dalla presentazione della documentazione per rilasciare l'autorizzazione
  • Urgenze: in caso di osservazioni indifferibili o necessità cliniche specifiche, la scuola deve derogare ai termini ordinari per garantire la continuità della cura
  • Flessibilità organizzativa: la scuola può concordare calendari o giornate dedicate per le proprie esigenze, ma questa flessibilità non può mai tradursi in un diniego o in una limitazione del diritto alla salute

Esempi pratici

Situazione Comportamento corretto
Un genitore della classe si oppone alla presenza del terapista per motivi di privacy Il Dirigente procede comunque all'autorizzazione: la comunicazione ai genitori ha valore solo informativo, non di consenso
Lo specialista deve osservare l'alunno con urgenza per modificare una terapia farmacologica La scuola deve permettere l'accesso immediatamente, anche senza attendere i 20 giorni previsti
Il terapista chiede di interagire con un piccolo gruppo di compagni per favorire l'inclusione L'autorizzazione standard prevede la non interazione con gli altri alunni: eventuali attività diverse vanno concordate specificamente nel PEI
Il consiglio di classe o i docenti esprimono parere negativo, ritenendo l'intervento un'interferenza con la didattica o una "valutazione" del proprio lavoro Il Dirigente procede comunque all'autorizzazione: l'assenso dei docenti non è richiesto. Va chiarito che l'accesso è un atto dovuto e che il professionista ha l'obbligo di non interagire con gli altri alunni e di operare in presenza del docente

Cosa deve garantire il docente durante l'intervento

Il ruolo del docente di classe e/o di sostegno è centrale per garantire che l'accesso avvenga nel rispetto delle tutele di tutti gli alunni:

  • presenza costante: il professionista esterno rimane sempre in classe in presenza del docente di riferimento
  • focus esclusivo: l'attività è rivolta esclusivamente all'alunno con disabilità
  • non interazione: lo specialista non interagisce direttamente con gli altri alunni
  • gestione del report: il professionista consegna e condivide con i docenti coinvolti un report dell'osservazione, da inserire nel fascicolo personale dell'alunno/cartella Drive dedicata

Casistica diversa: il terapista privato

L'accesso di un esperto chiamato direttamente dalla famiglia, non incaricato da ASL o strutture accreditate, non rientra nella procedura semplificata della Raccomandazione 1/2025 e richiede una procedura più articolata, con valutazione della scuola.

Motivi di diniego per il terapista privato — il Dirigente Scolastico può negare l'accesso in presenza di una o più delle seguenti condizioni:

  • Incoerenza con il PEI: l'intervento proposto non è ritenuto coerente o funzionale al PEI dell'alunno, secondo la valutazione del GLO. Tale valutazione avviene sulla base del progetto presentato, senza che sia necessaria la partecipazione del terapista privato alla seduta — a cui va comunque garantito l'accesso al regolamento e ai documenti necessari per presentare la proposta nella sua interezza
  • Incompatibilità organizzativa: l'intervento crea difficoltà organizzative o didattiche non superabili nel contesto scolastico. La scuola è comunque tenuta a provare a ristrutturare tempi e spazi per cercare di garantire l'accesso
  • Mancanza di requisiti formali: il professionista non fornisce la documentazione richiesta (curriculum, progetto d'intervento dettagliato) o non sottoscrive l'impegno alla riservatezza. In questo caso il diniego è temporaneo, in attesa che la documentazione venga completata
A cura della Funzione Strumentale Inclusione
Dott. Stefano Testa